Tifo murino: come si contrae, sintomi e cure

Il tifo murino è un tifo endemico con prognosi benigna, per cui non esiste una vaccinazione specifica.

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Il tifo murino, noto anche come tifo endemico, è causato dalla Rickettsia mooseri. È una malattia diffusa dalle pulci dei ratti (pulce Xenopsylla cheopis), che la trasmette all’uomo con la puntura o mediante le feci che depone sulla pelle. Clinicamente il tifo murino è meno grave di quello petecchiale e non assume quasi mai andamento epidemico.

Quali sono i sintomi? Dopo un periodo di incubazione di 6-18 gg (media 10 gg), si manifesta brividi, febbre e cefalea. La febbre dura circa 12 gg e poi la temperatura ritorna gradualmente alla norma. Sebbene la mortalità sia bassa, i decessi sono più probabili nei pazienti anziani. In Europa è poco diffuso, grazie alla riduzione della popolazione dei ratti e delle pulci grazie alle disinfestazioni, mentre è molto elevato in india e in generale nelle zone tropicali e subtropicali.

Purtroppo non esistono vaccini efficaci. Come si diagnostica? È stabilita in base a reazioni sierologiche. La prognosi è generalmente benigna. La terapia, la profilassi generale e quella specifica sono identiche al tifo esantematico; si consiglia un ciclo di antibiotici (cloramfenicolo e tetracicline), oltre alla derattizzazione, a titolo preventivo. Molto spesso viene confusa con la febbre Dengue.

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