Maturità 2016, prima prova: l'uomo nello spazio per la traccia tecnico scientifica

L'uomo nello spazio: ecco il tema della Maturità 2016 per la traccia tecnico scientifica della prima prova, secondo le prime indiscrezioni.

L'uomo nello spazio potrebbe essere una delle tracce della prima prova della Maturità 2016. Secondo le prime indiscrezioni che sono emerse, infatti, pare proprio che la traccia tecnico scientifica sia dedicata all'avventura dell'uomo alla scoperta dell'universo. Questa la traccia tecnico-scientifica proposta ai maturandi 2016, per quello che riguarda il saggio breve.

La storia dell'uomo nello spazio ha origine negli anni Cinquanta, quando l'umanità ha assistito a quella che è stata definita come una vera e propria corsa allo spazio, oggi ribattezzata come prima era spaziale: era uno degli aspetti più profondi e importanti della guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, con le due superpotenze che misero in piedi una vera e propria sfida per conquistare lo spazio, con il lancio di missili, satelliti, con la conquista della Luna e con la scoperta di tutti i pianeti del sistema solare. La corsa allo spazio ebbe luogo all'incirca tra il 1957 e il 1975 ed entrambe le superpotenze fecero di tutto per prevalere l'una sull'altra.

Ma la storia dell'uomo nello spazio continua ancora oggi, con nuove scoperte e nuove missioni che ci hanno appassionato e continuano a farci sognare a occhi aperti. La più celebre? Beh, per impatto mediatico, dopo l'allunaggio, sicuramente la missione di Samantha Cristoforetti, la prima astronauta donna nello spazio.

Traccia del saggio breve in ambito tecnico-scientifico: l'uomo e l'avventura nello spazio




Svolgimento del saggio breve in ambito tecnico-scientifico: l'uomo e l'avventura nello spazio



Introduzione

Sin dagli anni Cinquanta, da quando è partita la corsa allo spazio, l'uomo ha sempre guardato all'universo e allo spazio con un occhio curioso e attento. Se negli anni della Guerra Fredda, anche la scoperta dell'universo era una carta che le superpotenze giocavano per dimostrare la propria supremazia sull'altra, ecco che oggi le cose sono cambiate. Abbiamo scoperto molto, abbiamo trovato nuovi pianeti, abbiamo messo a punto tecnologie importanti per conoscere sempre di più l'universo nel quale viviamo, ma la strada è ancora lunga e gli obiettivi da raggiungere sono ancora tanti. Oggi, però, l'approccio è diverso e le ultime missioni nello spazio, ad opera di astronauti in carne e ossa o a distanza, tramite l'ausilio di macchinari tecnologici, lo dimostrano.

L'uomo e l'avventura nello spazio: ieri e oggi
L'avventura dell'uomo nello spazio è iniziata moltissimi anni fa. Durante la guerra fredda, rappresentava una vera e propria arma nelle mani delle due superpotenze, la Russia e gli USA. Quella che oggi viene considerata come la prima era spaziale, dal 1957 al 1975, è stato un periodo intenso per quello che riguarda missioni e scoperte, con l'atterraggio del primo uomo sulla luna, seguito in televisione in tutto il mondo. Il primo grande evento mediatico dedicato all'universo. Di fatto, la corsa allo spazio è iniziata dopo il lancio del satellite sovietico Sputnik 1 il 4 ottobre 1957. E da allora è stata una gara per fare sempre meglio, per fare sempre di più, per arrivare prima, anche sull'opinione pubblica: la tecnologia spaziale divenne importante anche da un punto di vista "bellico", per quella guerra a distanza che, di fatto, è terminata solo con il crollo del muro di Berlino.

Da sempre l'uomo è stato interessato a studiare l'universo e gli astri, ma solo dal secondo dopoguerra abbiamo assistito a un profondo cambiamento, complici anche gli investimenti fatti da Russia e USA per creare tecnologie adatte a studiare lo spazio e a "mandare" nello spazio astronauti. E in realtà, dal lancio dello Sputnik, c'è voluto un po' di tempo prima di riuscire a mandare esseri umani nello spazio: prima è stata la volta di alcuni animali, ma la rivoluzione si ebbe con Yuri Gagarin, il primo uomo a raggiungere lo spazio il 12 aprile del 1961, e poi ancora di più con l'astronauta americano Neil Armstrong, che fu la prima persona a mettere piede sulla Luna il 20 luglio 1969.

Da allora è stato un susseguirsi di missioni, alcune di successo, altre disastrose, che hanno anhce causato la morte di alcuni astronauti. La corsa allo spazio, di fatto, è finita con il crollo del muro di Berlino, se non prima, ma non è finita l'avventura dell'uomo nello spazio, anche perché gli ambiti da scoprire sono ancora molti. Quello che è cambiato è l'atteggiamento delle varie nazioni del mondo impegnate in programmi dedicati a questo ambito scientifico: non si corre più da soli, ma si corre insieme, mettendo a disposizione capitale umano, risorse e anche strumentazioni, per progettare una nuova era spaziale, senza più gare.

E le scoperte fatte in questa nuova era sono state diverse: le più eclatanti, sicuramente, sono state la scoperta dell'acqua su Marte. Il pianeta rosso da tempo è sotto i riflettori della Nasa, dell'Esa e anche dell'Agenzia Spaziale Italiana, della quale dovremmo andare fieri. La scoperta di acqua che scorre sul pianeta che fa parte del nostro sistema solare fa ben sperare che ci sia anche vita. Ed è questa una delle missioni più importanti di questa nuova era spaziale: la ricerca di forme di vita, anche primitive, ancora esistenti o che sono esistite, nei pianeti che compongono il nostro sistema solare. Proprio Marte è una delle zone più battute e proprio quest'anno è partita la missione ExoMars, organizzata dall'Esa e dall'Asi.

Le scoperte scientifiche in ambito spaziale sono rese più "facili" non solo dalla concertazioni di tutte le agenzie mondiali che operano nel settore (e la Stazione Spaziale Internazionale ne è una dimostrazione lampante), ma anche dal progredire della scienza, che mette a disposizione nuovi strumenti per scoprire l'universo "a distanza". Robot che camminano al posto nostro e ci inviano immagini e informazioni, sonde che orbitano intorno ai piani, telescopi spaziali come Hubble: tutti strumenti messi a punto che ci permettono di portare a termine la nuova sfida nello spazio, ovvero trovare pianeti di tipo terrestre e trovare forme di vita in giro per lo spazio, come rigordato da Umberto Guidoni nel suo saggio Viaggiando oltre il cielo.

E pensando ai viaggi nello spazio, non possiamo non pensare a Samantha Cristoforetti e alla sua missione Futura: l'astronauta italiana, la prima donna del nostro paese ad andare nello spazio, ha reso questo ambito meno tecnico e più alla portata di tutti. Perché se finora il linguaggio tecnico e missioni considerate incomprensibili non sono riuscite ad attecchire nell'opinione pubblica, ecco che AstroSam è riuscita a riportare interesse e curiosità in un settore che non godeva di molta popolarità. Di fatto Samantha, con le sue foto, i suoi tweet, i suoi video e le sue spiegazioni semplici di quello che faceva nello spazio, è riuscita a fare l'impossibile: farci amare di nuovo l'universo e la ricerca spaziale, guardando nuovamente al cielo con occhi curiosi e pieni di interesse.

Conclusioni
La corsa allo spazio non è ancora finita, anche se oggi, a differenza del passato, le collaborazioni tra paesi rendono i passi fatti ancora più importanti. Se un tempo, infatti, abbiamo assistito a una vera e propria gara di supremazia, oggi si cerca di unire le forze per poter fare ogni giorno nuove scoperte, per capire profondamente l'universo nel quale viviamo: dal primo passo dell'uomo sulla luna, definito come un piccolo passo per lui, ma un grande passo per l'umanità, alle missioni di Samantha Cristoforetti, passando per la scoperta dell'acqua su Marte, sono state tantissime le scoperte fatte. E l'obiettivo per gli anni futuri è unire le forze per fare ulteriori scoperte: e chissà, magari prima o poi troveremo anche altre forme di vita o pianeti che potrebbero ospitare la vita come la Terra. Senza più gare o sfide, ma uniti!

samantha cristoforetti

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail