Pachimetria corneale, a che cosa serve e come funziona

La pachimetria corneale è un esame indispensabile per la programmazione di interventi di chirurgia refrattiva corneale e serve a misurare lo spessore della cornea.

green Eye with laser beam, eye surgery

La pachimetria corneale serve per misurare lo spessore della cornea e di conseguenza la pressione oculare. È un esame importante per la diagnosi di alcune patologie come il cheratocono (progressivo assottigliamento corneale), l'edema corneale e il glaucoma. Chi può effettuare la pachimetria?

È un esame che si può fare a tutte le età, anche da bambini. È indicato per quelle persone che hanno già una storia clinica particolari, con patologie corneali o rischio glaucoma. Spesso è prescritta anche a coloro che devono sottoporsi ad un intervento di chirurgia corneale.

Le tecniche con cui viene fatta sono diverse. Ci sono la tomografia corneale con Scheimpflug camera (pachimetria ottica) che serve a fornire una mappa pachimetrica della cornea, o con sonda ad ultrasuoni (pachimetria acustica). Non c’è bisogno di una particolare preparazione. Viene inserito nell’occhio un collirio anestetico, se si utilizza una sonda simile a una penna.

Fa male? In linea di massima non è dolorosa e l’uso di un collirio anestetico, quando necessario, serve proprio a eliminare anche alcuni fastidi. Il pachimetro ottico non prevede nessun contatto con la sonda e di conseguenza non è neanche invasivo. Nella maggior parte dei casi dura solo pochi minuti e non va ripetuto nel corso della vita, perché lo spessore corneale è un parametro che, salvo nel cheratocono, non tende a modificarsi molto nel corso della vita.

Via | Humanitas

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail