Tumore al cervello, le tecnologie utili

Le innovazioni degli ultimi anni hanno migliorato le cure. Ecco quali sono le metodiche più promettenti

Salute

Ogni anno in Italia il tumore al cervello colpisce con circa 4.500 nuovi casi. Fortunatamente, però, gli enormi passi avanti nell'ambito delle tecnologie compiuti negli ultimi 5 anni hanno accelerato il processo di guarigione consentendo, allo stesso tempo, l'uso di strumenti meno invasivi.

L'attenzione si concentra sull'argomento in occasione della 7ma edizione del Corso internazionale di dissezione "hands-on" di Arezzo. Ma quali sono gli approcci utilizzati?

La Neuronavigazione è un sistema di localizzazione stereotassico tecnologicamente avanzato che permette di fornire una localizzazione precisa (ed in tempo reale) dell'anatomia del paziente integrando e mostrando un qualunque punto del campo operatorio su una immagine TAC o RMN dello stesso paziente selezionata preoperatoriamente

spiega Raffaelino Roperto, neurochirurgo del Presidio Ospedaliero San Filippo Neri di Roma, che prosegue:

Il Monitoraggio Neurofisiologico intraoperatorio, permette di eseguire interventi sempre più complessi, riducendo in maniera significativa il rischio di deficit neurologici post-operatori.

Un'altra importante metodica è rappresentata dall'Awake Surgery, ossia tutti quegli interventi craniotomici a paziente sveglio e collaborante, con lo scopo di rimuovere quanto più tumore possibile senza provocare danni neurologici aggiuntivi e permanenti.

L'uso di nuove tecnologie come quelle elencate da Roperto ha consentito di velocizzare le procedure e di renderle più efficaci. Il trattamento è di tipo microchirurgico e molto spesso consente di risolvere completamente il problema. Inoltre queste nuove tecnologie hanno permesso di ridurre la comparsa di complicanze postoperatorie che possono causare a loro volta deficit temporanei o, in alcuni casi, permanenti.

Per aumentare le speranze di guarigione anche le tempistiche sono fondamentali. Come riconoscere precocemente un tumore al cervello?

Qualsiasi aumento di volume all’interno del cranio si traduce in un aumento della pressione intracranica, in quanto la scatola cranica è inestensibile

spiega Luciano Mastronardi, direttore dell'Unità Operativa Complessa di Neurochirurgia dell’Ospedale “San Filippo Neri” di Roma.

Cefalea, vomito, epilessia e deficit neurologici sono i disturbi che più spesso si portano alla diagnosi.

Via | Comunicato stampa

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