Cos'è la concussione cerebrale? I sintomi, la classificazione e come comportarsi

E' un trauma cranico potenzialmente molto pericoloso. Un esperto spiega come affrontarlo

concussione cerebrale

La concussione cerebrale è un tipo di trauma cranico relativamente frequente. In Italia se ne stimano almeno 50 mila nuovi casi all'anno. Non tutti, però, sono della stessa entità. Se ne è parlato in occasione della settima edizione Corso internazionale di dissezione "hands-on", svoltosi ad Arezzo dal 21 al 23 aprile scorsi.

La concussione è definita come una lesione cerebrale indotta da forze biomeccaniche causate da un trauma e caratterizzata dall'assenza di evidenti danni anatomici

ha spiegato Luciano Mastronardi, direttore l'Unità Operativa Complessa di Neurochirugia dell'Ospedale “San Filippo Neri” di Roma.

Il trauma meccanico scatena una complessa cascata di eventi metabolici che alterano i delicati equilibri presenti nei neuroni, causando una disfunzione neuronale che può portare a sintomi come:


  • disturbi della memoria e dell'attenzione
  • stordimento
  • sguardo assente
  • stato confusionale
  • perdita di coscienza
  • cambiamenti dell’umore
  • cefalea
  • vomito
  • nausea
  • alterazione dello stato mentale

Inoltre, ha spiegato Mastronardi,

i neuroni “concussi” entrano in un particolare stato di vulnerabilità e se subentra un secondo trauma concussivo mentre le cellule nervose si trovano in questo stato, possono essere irreversibilmente danneggiati dall’insorgenza dell’edema cerebrale. Questa condizione di vulnerabilità cerebrale indotta da ogni concussione è la fisiopatologia di base della “sindrome del secondo impatto”.

Come riconoscere il problema?

L’N-acetilaspartato

ha spiegato l'esperto

è una sostanza che rappresenta in modo specifico il benessere metabolico neuronale e in studi recenti (pubblicati anche da Neurochirurghi Italiani) si è rivelato un valido marker del danno biochimico cerebrale post-traumatico.

Per la classificazione della concussione cerebrale è possibile basarsi sui principi dell'American Academy of Neurology, secondo cui si parla di:


  • concussione post-traumatica lieve: se è associata a confusione transitoria della durata di meno di 15 minuti, senza perdita di coscienza e senza ricovero;
  • concussione post-traumatica moderata: se la confusione dura più di 15 minuti ma non c'è perdita di coscienza;
  • concussione post-traumatica severa: con perdita di coscienza, breve o prolungata, che richiede il ricovero urgente.

Come comportarsi nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una di queste condizioni? Come ha spiegato Mastronardi, negli atleti la gestione della concussione cerebrale prevedere una valutazione neurologica-neurochirurgica

attenta sia nell’immediato che a distanza di giorni dal trauma, con osservazione clinica e indagini strumentali.

Meglio, insomma, evitare il fai da te e rivolgersi il prima possibile a un medico.

Via | Comunicato stampa

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