Rigetto di impianto dentale: cause e rischi

Il rigetto di impianto dentale non esiste. È in realtà il fallimento o l’insuccesso dell’intervento causato da numerose problematiche.

lavare denti

Capita di frequente di sentire parlare di rigetto degli impianti dentali. Esiste veramente? La risposta è ovviamente no. Non si tratta di un rigetto come quello che si verifica con i trapianti di organi, anche perché non subentra un’incompatibilità di tessuto o una risposta del sistema immunitario nei confronti di qualcosa riconosciuto come estraneo (non self) e attaccato dagli anticorpi, in quanto gli impianti sono fatti in metallo (titanio).

Fatta questa premessa l’uso del termine rigetto indica invece la perdita dell’impianto, che può manifestarsi in diverse situazioni: subito dopo l’intervento, durante l’intervento stesso, al momento della protesizzazione o, peggio, nei mesi successivi. Per lungo periodo quindi esiste questo potenziale rischio. Quali sono le cause?

Si può andare incontro a un surriscaldamento dell’osso, alla contaminazione della superficie con la saliva o a un’infezione batterica. Altrimenti, questa problematica potrebbe anche essere il frutto di un errore umano, che può variare da una sbagliata valutazione dell’osso a errori durante l’esecuzione (per esempio un ambiente non sterile). È un pericolo anche l’errata profilassi antisettica e antibiotica prima e dopo l’intervento, così come una scarsa igiene del paziente.

Il consiglio quindi è valutare molto bene il vostro medico: chiedete informazioni, non risparmiate e valutate anche la possibilità di rivolgervi a più di uno specialista prima di scegliere.

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