Omeopatia: l'esperto, “Nessun effetto oltre il placebo”. La replica dell'AMIOT

I rimedi omeopatici non sarebbero efficaci

omeopatia placebo

Aggiornamento del 2 marzo 2016

L’Associazione Medica Italiana di Omotossicologia (AMIOT) prende posizioni sulle recenti dichiarazioni sull’efficacia dell’omeopatia di Paul Glasziou, secondo cui la medicina omeopatica non avrebbe nessun effetto oltre il placebo. In una nota diffusa agli organi di stampa l’AMIOT contestano il carattere di novità delle informazioni circolate nelle ultime settimane, sottolineando che

il rapporto Australiano dello scorso anno in primo luogo e, soprattutto il commento sul BMJ, non siano studi o ricerche basati su prove scientifiche di efficacia.

Il paper Australiano non è uno studio scientifico sottoposto a peer review, e il presunto articolo del BMJ non è un articolo della nota rivista medica, bensì un banale post pubblicato su un blog gestito sul sito del British Medical Journal proprio dal Dott. Paul Glasziou, che del paper australiano è il principale autore. Fondamentalmente, sempre gli stessi soggetti, che si legittimano in modo totalmente autoreferenziale, procedendo con un metodo basato su pregiudizio, che di scientifico ha ben poco.

Il documento Australiano - come precisato dall’Homeopathy Research Institute, una delle più prestigiose organizzazioni per la ricerca scientifica di alta qualità in medicine complementari - “non riflette in modo accurato i risultati degli studi di ricerca originari sull’omeopatia, e la conclusione che non vi siano evidenze per dimostrare che l’omeopatia sia un trattamento efficace per le patologie cliniche riportate è fortemente esagerata

prosegue la nota, continuando:

inoltre, le reazioni pubblicate su alcuni mass-media hanno interpretato tale conclusione ‘a senso unico’, sottendendo che non esistano studi positivi che dimostrino che l’omeopatia è efficace, è
questo è falso”.

L’opinione degli esperti

“Sia lo studio sia l’articolo sul blog sono un’analisi già ampiamente pubblicizzata che non apporta alcun elemento innovativo o prova significativa nel più ampio panorama della letteratura scientifica”, dichiara Leonello Milani, medico specializzato in Neurologia e membro del Comitato scientifico AMIOT. “Stupisce che alcune riviste strumentalizzino la vicenda ‘strombazzando’ di un ‘nuovo studio scientifico’: la scientificità di una ricerca è determinata in via esclusiva dalla pubblicazione su riviste indicizzate peerreviewed. Dove è stato pubblicato il documento Australiano? Solo sul sito dell’istituto di ricerca stesso che l’ha prodotto: penso non occorra aggiungere altro”.


“Gli studi negativi presi ad esempio utilizzano sempre l’omeopatia in modo difforme dal protocollo della corretta pratica omeopatica, pertanto i risultati non potranno che essere scarsi”,  aggiunge Paolo Roberti di Sarsina, dell’Osservatorio Metodi per la Salute dell'Università di Milano - Bicocca, medico esperto nell'ambito delle Medicine Non Convenzionali. “Ma le prove di efficacia della medicina complementare e non convenzionale sono ormai così numerose e solide che solo chi è in mala fede può ignorarle. Così facendo, non si aiuta certamente il progresso della scienza, e si ostacola la libertà di scelta terapeutica degli stessi medici e pazienti”.


Secondo gli esperti AMIOT seguendo questo metodo “certamente l’omeopatia risulterà inefficace, ma seguendo il medesimo metodo anche qualunque medicinale allopatico risulterebbe ‘inefficace’ o poco efficace". 


“Ormai”, aggiunge Sarsina “sono numerosi, nonostante i pregiudizi e l’assenza di finanziamenti per la ricerca, gli studi scientifici pubblicati che confermano la superiorità delle Medicine Non Convenzionali rispetto al placebo, prova ne sia che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha emanato di recente il nuovo piano strategico mondiale pluriennale per la valorizzazione della Medicina Non Convenzionale”.

L’AMIOT ricorda che in Italia i farmaci omeopatici sono parte della categoria dei farmaci non convenzionali per la cura delle malattie, che a classificarli come ‘farmaci’ e non ‘rimedi’ dalla Direttiva Europea sul farmaco e che vengono utilizzati da 11 milioni di italiani e prescritti da 20 mila medici iscritti all'Albo,

segno di una vera e propria apertura alla medicina complementare per la cura e per la prevenzione delle malattie e per il mantenimento di un buon equilibrio dell’organismo.

L’AMIOT

conclude la nota

è altresì convinta del fatto che l’omeopatia può essere “pericolosa” solo nel momento in cui viene
utilizzata da “mani non mediche”: l’Associazione ha quindi come priorità la formazione e valorizzazione di una classe medica di professionisti in grado di utilizzare al meglio la medicina complementare, per garantire ai pazienti corrette diagnosi e trattamenti appropriati che rendano l’accesso ai farmaci non convenzionali estremamente affidabile, sicuro e funzionale al miglioramento del loro stato di salute.

22 febbraio 2016

L'omeopatia non esercita nessun beneficio che vada oltre un effetto placebo. Ad affermarlo sulle pagine del British Medical Journal è Paul Glasziou, esperto chiamato dal National Health and Medical Research Council australiano a fare il punto della situazione sull'efficacia dei rimedi omeopatici.

Ho iniziato il viaggio con un'attitudine al “Non so”, incuriosito dalla possibilità che questo trattamento improbabile potesse funzionare

racconta Glasziou.

Ma ho perso interesse dopo aver esaminato le 57 review sistematiche (su 68 disturbi) che comprendevano 57 singoli studi e non aver individuato nessun chiaro effetto convincente oltre quello placebo.

Omeopatia: quando è usata?

I rimedi omeopatici sono consigliati a diversi scopi, dalla prevenzione degli stati influenzali al trattamento di condizioni molto più gravi.


Lo stesso Glasziou ha raccontato di essere rimasto sorpreso dal numero di patologie per cui viene consigliata l'omeopatia: dall'artrite reumatoide alla radiodermatite, passando per la stomatite causata dalla chemioterapia e da infezioni come quella da HIV o da plasmodio della malaria. 

Non sorprende che ci siano stati considerevoli opposizioni da parte di chi usa o vende rimedi omeopatici

commenta Glasziou, lanciando però loro una frecciatina: cosa penserebbe Samuel Hahnemann della scelta di screditare le analisi del National Health and Medical Research Council anziché condurre migliori ricerche nel settore?

Via | BMJ

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