Ipertensione polmonare, che cos'è e come si cura

L’ipertensione polmonare è caratterizzata da un aumento della pressione sanguigna nei vasi arteriosi del polmone. Ecco da che cosa dipende e come si cura.

Tumore ai polmoni

L’ipertensione polmonare è un aumento della pressione del sangue nei vasi arteriosi del polmone. I valori indicano una pressione media a riposo di circa 14 mmHg, si parla di ipertensione quando questo valore supera i 25 mmHg. È ovviamente un disturbo molto pericoloso perché può portare a scompenso causando un restringimento dei vasi sanguigni.

Quali sono le cause? Se primitiva può addirittura essere riconducibile a mutazioni genetiche, se invece è secondaria è associata di solito a altre patologie, come malattie polmonari (dall’enfisema alla fibrosi), l’embolia polmonare, malattie autoimmuni del tessuto connettivo, difetti cardiaci congeniti, anemia emolitica cronica, malattie del fegato o infezioni da HIV. In alcuni casi può essere provocata da alcuni farmaci o sostanze stimolanti (la cocaina o le anfetamine).

Quali sono i sintomi? Fatica a respirare, stanchezza, svenimenti e nelle fasi avanzate della patologia la respirazione difficoltosa può insorgere anche a riposo ed è accompagnata da dolori al petto. Come si cura? Dipende ovviamente se l’ipertensione è primitiva o secondaria e dalla patologia cui è legata. In caso di forma primaria si possono somministrare vasodilatatori come calcio antagonisti, prostacicline, farmaci antiendotelina e inibitori della fosfodiesterasi tipo 5 (sildenafil e simili). Può essere indicato l’impiego di anticoagulanti orali, che possono essere associati a diuretici e ad altre terapie dell’insufficienza cardiaca.


Via | Humanitas

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