Ragadi anali, cosa sono e come si prevengono

Tagliettini dolorosi intorno all’ano possono diventare un grave disturbo. Ecco come si prevengono.

Woman in toilet

Le ragadi anali sono un disturbo molto doloroso e rappresentano un problema fisico e a volte anche psicologico per chi ne soffre. Sono dei piccoli taglietti che interessano in canale del retto. Inizialmente sono più un fastidio, ma con il tempo se non curate possono scatenare dolori intensi e perdite di sangue.

Quali sono le cause? Questi tagli molto spesso si formano a causa di una stitichezza persistente. Le feci dure danneggiano il canale anale. Per curarle la prima cosa da fare è superare la sindrome da intestino pigro e ammorbidire le feci. Spesso la guarigione è lenta perché le persone rimandano l’idea di defecare a causa del dolore.

Possono essere dovute anche a ulcere sulla parete dell’ano formate da malattie infiammatorie croniche dell’intestino (es. morbo di Crohn e colite ulcerosa). A volte la causa è una malattia sessualmente trasmissibile, come la la sifilide, il papilloma virus, l’herpes o la clamidia.

Quali sono i sintomi? Dolore mentre si defeca, bruciore, prurito, sangue vivo, a volte fistole e pus. Come si curano? Si inizia curando di più la dieta (che deve essere ricca di fibre e bisogna bere molto). Si consiglia l’assunzione di un prodotto per superare la stipsi, come una leggera purga o fibre solubili. Bisogna lavarsi spesso, al posto della carta – se si ha dolore – utilizzare delle salviettine imbevute di soluzioni emollienti e lenitive, utilizzare inoltre biancheria intima in tessuti sintetici. Ci sono poi delle pomate da applicare per rigenerare la cute. Se la ragade si cronicizza potrebbe essere necessario un piccolo intervento chirurgico.

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