Come combattere l'anoressia con l'EMDR

Ecco di cosa si tratta

In Italia l’anoressia nervosa colpisce ogni anno 8 donne ogni 100 mila. Ciò significa che nella popolazione femminile di età compresa tra i 12 e i 15 anni questa malattia si presenta con un’incidenza dello 0,2-0,8%. Il problema non riguarda però solo le donne: seppur limitati al 5-10% del totale, casi di anoressia riguardano anche la popolazione maschile.

Fra gli approcci utilizzati per combattere questo problema è incluso il cosiddetto Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR), un metodo psicoterapico scientificamente provato e ampiamente utilizzato a livelli internazionale nel trattamento di patologie associate ad esenti traumatici.

Scopri di cosa si tratta e come può aiutare chi soffre di anoressia nella gallery in apertura di questo post!

Dove curare l’anoressia con l’EMDR in Italia

Il primo Centro EMDR italiano per l’anoressia verrà inaugurato a Milano nel mese di gennaio 2016


La struttura introdurrà le terapie psicoterapeutiche EMDR per il trattamento dei disturbi alimentari e dell’anoressia in Italia. Data la complessità tipica dei disturbi alimentari, che richiede un approccio integrato e interdisciplinare ai percorsi di cura, il centro si avvarrà della collaborazione di diversi professionisti: psichiatri, psicologi, nutrizionisti, educatori e medici di medicina generale.


Dopo un’accurata fase di assesment il Centro proporrà percorsi terapeutici variabili dai setting individuali alle terapie di gruppo e familiari. Inoltre si occuperà della prevenzione e della sensibilizzazione sulla tematica dell’anoressia, promuovendo programmi specifici in collaborazione con le scuole del territorio per raggiungere alunni, genitori e insegnanti.


Non mancherà, infine, l’impegno del campo della formazione e della ricerca

Via | Comunicato stampa
Foto | Pixabay

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