Test di Schilling: a cosa serve e come si esegue

Il test di Schilling serve per analizzare la capacità dell’intestino di assorbire la vitamina B12. Ecco come viene effettuato e quali sono i valori di riferimento.

Test di Shilling

Il test di Schilling è un esame volto a valutare la capacità, da parte dell’intestino, di assorbire la vitamina B12, un processo che avviene grazie a una sostanza prodotta nello stomaco, chiamata “fattore intrinseco”. Per eseguire questo esame, il paziente dovrà presentarsi a digiuno da 12 ore, non dovrà assumere lassativi nelle 24 ore precedenti, né integratori di vitamina B12 nei tre giorni che precedono il test.

Ma come si esegue il Test di Schilling? Al paziente verrà somministrata, per via orale, la vitamina B12 radioattiva, quindi avverrà anche una somministrazione della vitamina B12 per via intramuscolare. Dopodiché, il soggetto dovrà eseguire la raccolta delle urine nelle 24 ore successive, ed il campione sarà poi analizzato in laboratorio.

Nel caso in cui dovessero essere presenti tracce di vitamina B12 radioattiva nelle urine, vorrà dire che si è verificato l’assorbimento, mentre in caso contrario, si eseguirà nuovamente il test, questa volta somministrando anche il fattore intrinseco al soggetto. Dopo l’esame di laboratorio, sarà possibile stabilire se il problema relativo all’assorbimento della vitamina B12 è collegato al fattore intrinseco, o se è invece dovuto a un problema di malassorbimento intestinale.

I normali valori del Test di Schilling equivalgono almeno all'8% della dose di vitamina B12 radioattiva somministrata al paziente. Se i valori dovessero essere più bassi rispetto a quelli normali, potreste essere di fronte a malattie e condizioni come anemia perniciosa, malassorbimento intestinale, ipotiroidismo o a una patologia epatica.

via | SaniHelp

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