Giornata Mondiale contro l'AIDS: l'Italia non fa più prevenzione?

I dati e le iniziative dell'evento

L'Italia ha smesso di fare prevenzione : è questa la denuncia di Vittorio Agnoletto, medico e coautore di “AIDS, lo scandalo del vaccino italiano”, nella Giornata Mondiale contro l'AIDS 2015. A riportare i suoi commenti è Altreconomia, che in occasione dell'evento concentra l'attenzione sul caso del presunto “vaccino italiano” cui l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) sarebbe al lavoro almeno dall'ormai lontano 1998, sottolineando come i dati dell'ultimo notiziario del Centro Operativo AIDS (COA) descrivano una situazione in cui non si scommette più sulla prevenzione.

In particolare, Altreconomia ricorda che nel 2014 sono state ben 3.695 le persone che hanno scoperto di aver contratto l'HIV, pari a 6,1 nuove diagnosi ogni 100 mila abitanti.

Nel 79,6% dei casi il virus ha colpito gli uomini

spiega Altreconomia

e la fascia d’età più coinvolta è stata quella compresa tra i 25 e i 29 anni.

Stando alla ricostruzione di Altreconomia il vaccino italiano contro l'AIDS sarebbe stato sviluppato all'interno dei laboratori dell'ISS, che nel novembre del 2014 avrebbe annullato la cessione dei relativi brevetti a Vaxxit Srl, società fondata da Barbara Ensoli, ricercatrice alla guida del Centro nazionale AIDS dell'ISS. Sembra però che in realtà la società abbia mantenuto i diritti di privativa industriale e che continui a dichiarare di intrattenere “relazioni e collaborazioni professionali" con l'ISS, anche se il commissario straordinario Gualtiero Ricciardi ha disposto l'interruzione di ogni rapporto. Inoltre un recente speciale di Tg3 Fuori Tg ha parlato di un nuovo finanziamento al progetto sul vaccino italiano contro l'AIDS (altri 15 milioni di euro oltre agli almeno 28,3 già investiti).

Un eventuale finanziamento pubblico italiano di questo “vaccino” avrebbe costi enormi con scarse ricadute sui benefici clinici per i malati

ha commentato l'immunologo Fernando Aiuti.

Per il momento, però, la situazione rimane nebulosa. ISS ed Ensoli avrebbero anche rifiutato di rispondere alle domande di Altreconomia sul caso. Avremo mai a disposizione il presunto vaccino italiano contro l'AIDS?

L'inchiesta completa di Altreconomia può essere letta qui.

(s.s.)

Via | Comunicato stampa

Gli italiani non fanno il test. Preservativi gratis anche a Milano

30 novembre 2015

Non solo gravidanze indesiderate, ma anche malattie sessualmente trasmissibili: sono questi i “nemici” che possono essere evitati con i preservativi, arma di cui Safebook by Durex promuoverà l’utilizzo in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS. Fra le iniziative promosse nell’ambito dell’evento previsto per domani, 1 dicembre 2015, c’è infatti anche la diffusione di materiale informativo e di profilattici che Safebook by Durex distribuirà a Milano nell’ambito di “TRAsMettere Prevenzione”, manifestazione organizzata da Asa - Associazione Solidarietà Adozioni - Onlus Milano in collaborazione con Comune di Milano e l’azienda del trasporto pubblico meneghino, ATM.

Safebook by Durex promuoverà l’uso del profilattico in quanto uno mezzo per evitare sia le gravidanze indesiderate che infezioni sessualmente trasmissibili come quella da HIV. Il tour del Tram della Prevenzione partirà da Piazza Castello alle ore 18:00.

In attesa di questa e delle altre iniziative della giornata la Lila (la Lega italiana per la lotta contro l’AIDS) svela dati del Rapporto 2015 dei suoi centralini telefonici secondo cui la popolazione italiana avrebbe una relazione problematica con il test dell’HIV. Infatti oltre il 20% degli utenti che hanno contattato telefonicamente la Lega tra il 30 settembre 2014 e il 3° settembre 2015 non aveva mai fatto il test. La situazione appare ancora peggiore alla luce dei dati raccolti nell’ambito dello studio di Lila e Università di Bologna “Questionaids”, secondo cui a non aver mai effettuato il test sarebbe il 36% della popolazione generale.

Si tratta di un dato che va di pari passo con il fatto che in Italia oltre il 50% delle persone scopre di avere contratto l’Hiv in una fase molto avanzata dell’infezione

commenta Massimo Oldrini, presidente Lila, facendo notare che

nel nostro paese continuano a mancare completamente programmi nazionali di informazione e prevenzione nonostante ogni anno contraggano l'Hiv circa 4000 persone.

Sappiamo che molte persone che hanno avuto rapporti sessuali a rischio evitano di fare il test perché spaventate dalle frequenti discriminazioni e dall’isolamento che seguirebbero un eventuale esito positivo

aggiunge Oldrini.

Per questo anche le attività di contrasto allo stigma possono favorire la prevenzione.

Anche Lila, come Safebook by Durex, ha previsto una distribuzione gratuita di preservativi proprio in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, cui si affiancherà la possibilità di sottoporsi al test rapido per la rilevazione dell’infezione.

(s.s.)

Via | Comunicato stampa

L'immigrazione non aumenta il rischio di HIV

30 novembre 2015

L’immigrazione non espone gli italiani a un maggior rischio di HIV e AIDS. La rassicurazione arriva dagli esperti della SIMIT, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, che ricordano come secondo uno studio presentato al Congresso europeo sull’AIDS svoltosi nei giorni scorsi a Barcellona

almeno il 20% della diffusione del virus dell’HIV tra i migranti riguarda il contagio che avviene dopo l’arrivo in Italia.

Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS gli esperti SIMIT fanno il punto della situazione sulla lotta contro il virus dell’immunodeficienza umana, sottolineando il miglioramento delle terapie in grado di tenere a bada l’HIV. Oggi, sottolineano dalla Società, è possibile sopprimere il virus in modo efficace e costante, ma la ricerca di base non è più attiva come lo è stata negli anni passati. Gli esperti ricordano inoltre quanto siano ancora importanti la promozione dell’informazione e l’esortazione all’uso del preservativo, lo strumento di prevenzione più efficace a disposizione.

Infine, gli esperti ricordano il problema delle coinfezioni, in particolare della probabile sinergia negativa tra sifilide e HIV. L’impatto, spiega l’esperto dell’Università e degli Spedali Civili di Brescia Francesco Castelli, è

peggiorativo della sifilide sulla infezione da HIV.

Inoltre, prosegue Castelli, i pazienti HIV positivi sono più suscettibili alle forme più gravi e neurologiche della sifilide (la cosiddetta neurosifilide).

Appare dunque essenziale una diagnosi precoce della infezione sifilitica nei pazienti HIV+ per poter instaurare un trattamento immediata con benefici clinici individuali, ma anche limitando il periodo di infezione e dunque anche la contagiosità del paziente con benefici di salute pubblica

sottolinea l’esperto.

Per fare ciò è essenziale la consapevolezza della classe medica al fine di porre in essere gli adeguati screening periodici nei pazienti affetti da infezione da HIV o comunque che riferiscano comportamenti sessuali a rischio.

(s.s.)

Via | Comunicato stampa

Record di nuove infezioni in Europa, a rischio i giovani

27 novembre 2015

“La risposta al virus non è stata efficace nell’ultimo decennio”: ad affermarlo riferendosi all’HIV è Andrea Ammon, direttore del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che alla vigilia della Giornata Mondiale contro l'AIDS ha pubblicato insieme all’Organizzazione mondiale della sanità il rapporto annuale contenente i dati di diffusione dell’infezione. Dati che, a giudicare dalle parole di Ammon, sono tutt’altro che confortanti.

Complessivamente l'epidemia non vede grandi cambiamenti

spiega infatti il direttore dell’Ecdc. Una notizia non buona, soprattutto se osservata da altre angolazioni, come quella che mostra come in alcuni Paesi dell’Unione Europea le diagnosi siano più che raddoppiate dal 2005 ad oggi. Ciò fa sì che nonostante in altre nazioni i nuovi casi identificati siano diminuiti del 25%, il bilancio sia negativo e corrisponda al record di infezioni da HIV in Europa e in Asia centrale, con un totale di 142 mila nuove diagnosi di cui 30 mila nella sola Unione Europea.

Scendendo nei dettagli del rapporto, il 60% delle nuove diagnosi è stato registrato in Russia e il 21% nello spazio economico europeo. Particolarmente a rischio è la popolazione omosessuale, dove è stato registrato il 42% delle nuove infezioni trasmesse per via sessuale (il 10% in meno rispetto a quelle rilevate nella popolazione eterosessuale). A tal proposito Ammon sottolinea che

l'Europa deve aumentare gli sforzi per raggiungere il gruppo degli omosessuali, anche valutando le nuove forme di intervento come la profilassi pre-esposizione.

La trasmissione associata all’uso di droghe iniettabili si aggira invece attorno al 4% dei muovi casi. Infine, l’incidenza delle infezioni da HIV nella popolazione maschile è 3,3 volte superiore rispetto a quella registrata nella popolazione femminile e l’11% delle infezioni viene diagnosticata nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni.

In Italia sono proprio i giovani a risultare particolarmente a rischio. La maggior parte delle nuove infezioni si registra infatti nella fascia d’età tra i 25 e i 29 anni, quando l’84% dei contagi avviene attraverso rapporti sessuali non protetti. In generale, però, la situazione relativa non sembra essere peggiorata: nella classifica delle infezioni delle nazioni dell’Unione il Bel Paese resta infatti in dodicesima posizione.

(s.s.)

Via | Il Sole 24 Ore; Ansa

Lila offre test gratuiti e preservativi

25 novembre 2015

Test gratuiti e distribuzione di preservativi: sono queste alcune delle iniziative che Lila, la Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS, ha organizzato in occasione della prossima Giornata Mondiale contro l'AIDS, in programma per martedì 1 dicembre. Le sedi locali di Bari, Bologna, Catania, Milano, Piemonte e Trentino organizzeranno infatti Giornate di Test gratuito in cui sarà possibile scoprire, in modo del tutto gratuito e in poche decine di minuti, se si è positivi all'HIV. I 25 mila preservativi a disposizione saranno invece distribuiti insieme al materiale informativo dell'associazione.

Le iniziative non si fermano però qui. Informazione e prevenzione saranno infatti protagoniste anche di altri eventi organizzati nelle sedi Lila di tutto il Paese, da Catania fino a Torino. In alcuni casi si tratterà di proiezioni, in altri di spettacoli teatrali, in altri ancora l'informazione sarà fatta durante serate in discoteca, ma l'obiettivo sarà sempre lo stesso:

Promuovere la conoscenza dell'HIV e la prevenzione,

spiega Lila,

soprattutto tra i ragazzi.

Infine, Lila promuove anche la campagna di sensibilizzazione "Fatti un regalo: fai il test!". Per maggiori informazioni potete scoprire l'iniziativa cliccando su questo link.

(s.s.)

Via | Lila

Più pazienti in cura, meno infezioni e meno decessi

aids hiv cura

24 novembre 2015

Alla viglia della celebrazione della Giornata Mondiale contro l'AIDS, che ricorrerà anche quest’anno il primo dicembre, Unaids - il programma delle Nazioni Unite per l'AIDS/HIV - rende noti i dati contenuti nel suo rapporto annuale, svelando che le nuove infezioni da virus dell’immunodeficienza umana sono in calo del 35% rispetto al picco massimo registrato 15 anni fa, nell’ormai lontano 2000.

Le buone notizie non finiscono però qui. Anche il numero dei decessi è infatti in calo (-42% rispetto al 2004), mentre aumenta il numero dei pazienti in terapia in tutto il mondo: quasi 16 milioni (per la precisione 15,8), molti di più rispetto ai 2,2 milioni in cura 10 anni fa e il doppio in confronto a quelli in terapia nel più recente 2010.

Ogni 5 anni abbiamo più che raddoppiato il numero di persone sottoposte a trattamenti salvavita

ha raccontato il direttore esecutivo di Unaids, Michel Sidibe.

Non è però ancora giunto il momento di cantare vittoria. Le stime parlano di 36,8 milioni di persone con HIV nel 2014.

Oggi

ha però commentato Sidibe

possiamo dire che passiamo dalla disperazione alla speranza.

Via | Agi

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