Cos'è la displasia fibrosa? Cause e terapia

La displasia fibrosa è una mutazione ossea che porta alla distruzione delle scheletro in alcuni punti. Si tratta di una malattia genetica.

La displasia fibrosa è una malattia delle ossa, nota anche come sindrome di Mc Cune-Albright, caratterizzata da una certa fragilità che può causare fratture e deformità. Le fibrosi sono come delle cicatrici. Nella maggior parte dei casi viene diagnosticata nell’adolescenza. Quali sono i sintomi più frequenti? Dolori, difficoltà di movimento, soprattutto a muoversi, deformità e rotture. Le ossa più frequentemente colpite sono femore, tibia, ossa del bacino, costole, cranio, ossa facciali e omero. Ovviamente però potrebbe colpire qualsiasi zona del corpo.

È una malattia che si sviluppa prima della nascita, colpisce soprattutto le femmine ed è collegata a una mutazione genetica che non è ereditaria. Questo al momento è la cosa più grave perché non si riesce a risalire alla causa. La displasia fibrosa interrompe il processo di rinnovamento osseo, presente negli esseri umani non solo nella fase della crescita, ma anche più avanti, provocando la sostituzione del tessuto osseo rimodellato con tessuto fibroso.

Come si cura? Se la malattia non è grave, bisogna seguire un programma di controllo semestrale e se non ci sono segni di progressione della malattia non occorre fare nulla. Diverso, invece, se la malattia è acuta e grave. In questo caso potrebbe essere necessario farmaci per inibire o rallentare la distruzione dell’osso.

In alcuni casi, invece, l’intervento deve essere chirurgico. Bisogna correggere le deformità, saldare le fratture, correggere le differenze tra gli arti, alleviare la pressione su un nervo o rimuovere la lesione ossea, tutto ciò che può sia limitare il dolore sia migliorare il movimento.

Via | Informazioni mediche

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