Bambina malata di Aids va a scuola: protestano sindaco e genitori

La replica del Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini non si è fatta attendere.

bambina malata di aids trentola ducenta

Una bambina malata di Aids va a scuola come è suo diritto, dopo che mesi fa le era stato impedito di frequentare le lezioni per colpa della malattia: ma le proteste dopo il suo ingresso in aula non si fermano. Accade a Trentola Ducenta, comune di 18mila abitanti in provincia di Caserta, dove a guidare la polemica contro il Ministro dell'istruzione Stefania Giannini, rea di aver sollevato un polverone attorno al paese, è proprio il sindaco Michele Griffo.

La bambina non era stata dalla scuola qualche mese fa per via di un "sovraffollamento dell'istituto", ha spiegato il primo cittadino: dopo che la storia è finita sui giornali, il dirigente scolastico Michele Di Martino ha voluto riesaminare il caso fino ad accettare la piccola malata di Aids e affidata ad una famiglia. La piccola avrà un insegnante di sostegno e dalla riunione che il preside ha tenuto con una quindicina di genitori non è emerso nulla: la consegna del silenzio è stata obbligatoria per tutti.

La nostra è una scuola aperta, solidale e inclusiva. Non ho mai voluto escludere nessuno, abbiamo 40 bimbi disabili qui, e tutti sono perfettamente assistiti. La piccola avrà tutto il sostegno di cui ha bisogno.

ha commentato il preside, mentre il sindaco se la prendeva con il Ministro per aver fatto passare il comune di Trentola Ducenta come un luogo dove la malattia è un impedimento all'istruzione. Pronta la replica di Stefania Giannini:

Credo di aver esercitato con tempestività e senso di giustizia il mio dovere, che è quello di garantire a tutti gli studenti in condizioni anche di svantaggio e disabilità, come in questo caso, di usufruire del diritto di istruzione che è un diritto fondamentale. Il polverone lo suscita la stampa. Io ho fatto il mio dovere e lo rifarei in qualunque momento se si dovesse ripresentare un caso simile.

Via | Corriere del Mezzogiorno

Foto | Flickr

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