Cos'è la sindrome da lisi tumorale e qual è la terapia

La sindrome da lisi tumorali è un disturbo metabolico causato dalla chemioterapia e tipico dei quei tumori chemio sensibili. È caratterizzata dal rilascio delle sostanze intracellulari nel circolo, come acido urico, potassio e fosfati, inseguito a trattamento oncologico.

La sindrome da lisi tumorale è una complicanza che si può manifestare dopo la chemioterapia. È un disordine metabolico causato dalla rapida distruzione delle cellule tumorali e si verifica con una certa frequenza nei linfomi, come quello a grandi cellule B o il linfoma di Burkitt. Purtroppo si può manifestare con un’alterazione degli esami del sangue, un’insufficienza renale acuta o anche con quadro improvvisamente fatale.

Da che cosa si può diagnosticare? La sindrome è caratterizzata da aumento dell’acido urico, dei valori di potassio e fosforo nel sangue, con diminuzione di valori ematici di calcio. Invece i sintomi sono epilessia, aritmie, insufficienza renale e disidratazione.

La sindrome si manifesta soprattutto in pazienti anziani e con neoplasie altamente sensibili, è quindi importante prevedere una profilassi, dopo l’identificazione dei soggetti a rischio. Il trattamento prevede una terapia con allopurinolo, idratazione per via endovenosa, abbondante, alcalinizzazione delle urine (pH 7.0 - 7.5) e la somministrazione di un urato ossidasi ricombinante in grado di convertire l’acido urico nella più solubile allantoina.

Bisogna poi monitorare con attenzione i parametri. Nel caso dovesse manifestarsi la sindrome, di solito si interviene sui disturbi metabolici, sintomo per sintomo.

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