Urinocoltura, quando si fa e a che cosa serve

L’urinocoltura è un esame per verificare un’infezione alle vie urinarie: si fa in gravidanza e tutte lo volte ci fosse il sospetto.

L’urinocoltura è un esame dell’urina molto importante perché serve per rivelare la presenza di batteri, che potrebbero causare infezioni alle vie urinarie. L’esame completo prevede l’antibiogramma un schema molto intelligente che permette di consigliare in base al batterio isolato l’antibiotico più efficace per trattare l’infezione. È anche uno degli esami di routine in gravidanza: si effettua tutti i mesi, perché in questo particolare periodo è più facile contrarre infezioni.

Non sono necessarie particolari norme di preparazione, occorre dotarsi di un contenitore sterile per la raccolta delle urine e lavare con cura la zona genitale prima di effettuare la raccolta. Di solito si fa di prima mattina. Il consiglio è quello di fare un bidet pulendo bene la parte (per le donne da davanti a dietro), buttate poi il primo getto di pipì e riempite il barattolo sterile, facendo attenzione a non inquinare il test con le mani, che vanno precedentemente lavate.

L’esame è semplice, non è pericoloso e neanche doloroso. Semplicemente le donne con ciclo mestruale devono attende la fine di quest’ultimo per fare il test. Si ricorda anche che per fare l’urinocultura bisogna aver interrotto da almeno 3-4- giorni una terapia antibiotica in corso. Nei bambini si può adoperare il sacchetto sterile da applicare sui genitali che va raccolto subito dopo la minzione.

Una volta raccolto il campione, chiudete bene il barattolo e portatelo subito al centro di analisi. Se ciò fosse impossibile, conservare fino al trasporto a 4-8° C (temperatura di frigorifero).

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