La leucemia mieloide acuta nell'anziano: terapia e sopravvivenza

La leucemia mieloide acuta (LAM) è una forma acuta di leucemia che colpisce soprattutto gli anziani, con un’incidenza maggiore negli individui di sesso maschile.

La leucemia mieloide acuta (LAM) è una forma acuta di leucemia che colpisce soprattutto gli anziani. E’ raro che si manifesti prima dei 50 ed è tipica, invece, dopo i 60 anni. Sono diversi i fattori genetici e ambientali che aumentano la probabilità di ammalarsi di LAM. La malattia si può presentare in due forme differenti: la prima è detta primaria ed è a insorgenza primitava, la seconda invece è secondaria e può dipendere da una precedente sindrome mielodisplastica o dall’esposizione a sostanza tossiche.

Le LAM secondarie hanno nella maggior parte dei casi prognosi più sfavorevoli. Le diagnosi si effettuano attraverso una serie di esami: la citomorfologia e la citochimica, che consistono nel visualizzare al microscopio ottico le cellule leucemiche (blasti) del midollo osseo e effettuare alcune specifiche colorazioni (citochimica) che identificano il tipo di cellula; l’immunofenotipo, che permette di individuare mediante anticorpi monoclonali alcune specifiche proteine, la citogenetica per verificare specifiche aberrazioni cromosomiche presenti nelle cellule leucemiche; la biologia molecolare che mette in evidenza specifiche mutazioni o alterazioni geniche.

Come si cura? C’è un primo approccio farmacologico, che prevede la chemioterapia, e un secondo chirurgico con il trapianto di staminali. Le possibilità di sopravvivenza dopo i 60 anni non sono elevate, non a caso non si fa la chemioterapia sui pazienti con età superiore ai 75 anni e con co-morbidità (patologie associate cardiologiche, epatiche o renali).

Via | Ail

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail