Cos'è il tempo di tromboplastina parziale e cosa significa se è alto o basso

Il tempo di tromboplastina parziale è un esame del sangue espresso in secondi che serve per verificare la capacità di creare coaguli e quindi di evitare emorragie.

Si indica con tempo di tromboplastina parziale il tempo necessario alla formazione del coagulo di fibrina quando il plasma citrato viene ricalcificato. Per semplificare, questo esame permette al medico di capire la capacità del corpo del paziente a stabilire dei coaguli, ovvero la il processo che permette di fermare la perdita di sangue. Questo processo è strettamente collegato ai fattori della coagulazione I, II, V, VIII, IX, X, XI e XII.

Quando uno di questi fattori non è presente in quantità adeguate come nell’emofilia A e B o nella coagulopatia da consumo, il tempo di tromboplastina è allungato. Che cosa vuol dire? Bassi livelli dei fattori di coagulazione possono provocare sanguinamenti prolungati o esporre il paziente a eventuali emorragie. I fattori della coagulazione sono prodotti nel fegato, per cui anche malattie che comportano un danno epatocellulare possono associarsi all’allungamento del tempo di tromboplastina parziale. Al contrario, può indicare la propensione a coaguli ed eventi trombotici.

Questo esame è richiesto anche in tutti quei pazienti sottoposti, o che dovranno essere sottoposti, a terapie con eparina. Si esegue con un semplice prelievo, da effettuarsi al mattino a digiuno. Il tempo è espresso in secondi. L’intervallo di riferimento è il seguente: 0,70-1,20.

Via | Ospedale Niguarda

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