L'ipocalcemia: sintomi, cause e terapia

L’ipocalcemia è la riduzione del calcio sotto i 9 mg/dL, le cause e la terapia possono essere svariate.

Si parla di ipocalcemia quando c’è un difetto di calcio nel sangue, ovvero il calcio scende sotto il valore di 8,5 mg/dL nell'adulto o quando la frazione libera (calcio ionizzato) si abbassa oltre i 4.5 mg/dL. Da che cosa dipende? Le cause più frequenti sono l’ipoparatiroidismo, l’ipovitaminosi D, lo pseudoipoparatiroisimo, l’ipoalbuminemia, l’iperfosfatemia acuta, la sindrome dell’osso affamato e, in alcuni casi gravissimi, le metastasi osteoaddensanti (cancro della prostata).

Quali sono i sintomi? Sono tipici del problema l’intorpidimento della bocca, il pizzicore, il torpore delle dita. Sono diffusi gli episodi di sindrome tetanica, con crampi e convulsioni. Nelle condizioni più gravi insorgono palpitazioni ed aritmie cardiache severe che, insieme al laringospasmo, possono mettere in pericolo la vita stessa del paziente.

Come si cura? La terapia differenzia tra ipocalcemia acuta e cronica. Nel primo caso è prevista l’infusione di calcio, che va associata da subito anche la terapia con calcio e calcitriolo per os, mentre nel caso sia cronica l’obiettivo terapeutico consiste nel mantenere la calcemia tra 8,5 e 9,0 mg/dL. Al paziente verranno quindi prescritti solo calcio e vitamina D, in dosaggi bassi per le prime settimane in modo tale da verificare le reazioni. Per parlare di stabilità bisogna attendere almeno 6 mesi.

Via | MSD Italia

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