Influenza e sindromi simil influenzali: come distinguerle?

La parola all'esperto: ecco come sapere con che microbo si ha a che fare

Influenza e sindromi simil influenzali sono fra i principali nemici della salute durante i mesi più freddi dell'anno. Purtroppo, però, capita che non diano tregua nemmeno durante la bella stagione. Il risultato è che secondo l'Istat la spesa complessiva che le famiglie italiane affrontano per curare queste patologie si aggira attorno ai 153 milioni di euro (dati relativi alla stagione 2014-2015). Ma qual è la differenza tra la vera e propria influenza e le sindromi simil influenzali? A spiegarcela è Giampaolo Guida, medico di famiglia di Bologna.

I virus responsabili dell’influenza, spiega l'esperto, appartengono alla famiglia degli Orthomixovirus.

In particolare questi virus si distinguono in tre diverse tipologie, A, B, e C: i primi due sono responsabili della forma “classica” di influenza, mentre il tipo C porta alla comparsa di una sintomatologia più lieve, simile a quella di un raffreddore

precisa Guida, proseguendo:

Per distinguere più facilmente una forma influenzale dalle più lievi sindromi simil-influenzali si può fare riferimento alla definizione pratica messa a punto dall’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità: per influenza si intende in linea generale un’infezione con febbre uguale e superiore ai 39°, a esordio improvviso e con presenza in parallelo di dolori muscolari e sintomi respiratori. Oltre a rilevare o meno tale sintomatologia è poi importante valutare l’andamento epidemiologico locale, cioè quanti altri casi si verificano in una determinata comunità.

Purtroppo questi virus, in particolare gli Orthomixovirus dell'influenza, mutano ogni anno. Per questo fino ad oggi non è stato possibile mettere a punto una terapia pienamente efficace. Per questo il modo migliore per combatterli è prevenire l'infezione.

I vantaggi della scelta omeopatica

Fra le strategie per prevenire l'influenza Guida, esperto in omeopatia, suggerisce proprio i medicinali omeopatici che presentano dei vantaggi, in particolare:



  • l'assenza, in genere, di effetti secondari o legati alla quantità di prodotto assunto;

  • non interagiscono negativamente con altri farmaci.


Il medico ricorda però che “è molto importante seguire scrupolosamente la posologia per una corretta assunzione del farmaco e iniziare il trattamento dall’inizio di settembre prolungando la somministrazione fino a marzo”.

Via | Comunicato stampa

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