Atrofia ottica, i sintomi e le cure

Che cosa si intende con il termine "atrofia ottica"? Ecco tutto quello che c'è da sapere: che cos'è, la diagnosi, i sintomi e le cure.

Atrofia ottica

Con il termine di atrofia ottica, in medicina ci si riferisce a una diminuzione anormale delle dimensioni della papilla ottica; l'atrofia ottica si distingue in due forme:


  • Atrofia ottica primaria: la papilla bianca ha una depressione ingrandita. I margini ono assottigliati e il disco ottico può apparire grigiastro. La lamina cibrosa è visibile, mentre la retina ha un aspetto normale.
  • Atrofia ottica secondaria: la papilla è grigia e i margini non sono netti, mentre la depressione è riempita completamente.

L'atrofia ottica si può manifestare in seguito a un'infiammazione, a una stenosi con grave occlusione della retina, ma anche in caso di avvelenamento o in caso di un abuso di alcolici. L'atrofia ottica può anche presentarsi come malattia congenita. La progressiva degenerazione può anche indicare la presenza di più patologie associate, quali diabete, glaucoma, anemia perniciosa, arteriosclerosi.

I sintomi, oltre quelli visibili nell'occhio in seguito a un esame approfondito, possono essere una graduale perdita visiva, proporzionale al grado di malattia del nervo ottico. Si inizia con un leggero calo visivo per arrivare anche alla cecità completa.

Come si cura l'atrofia ottica? Prima viene diagnosticata e prima si può intervenire per limitare la perdita della vista. La vista persa con l'atrofia, infatti, non può essere recuperata. Le cure e i trattamenti variano in base alla causa scatenante. Una diagnosi precoce può salvare, in alcuni casi, il paziente dalla perdita totale della vista.

Via | Msd Italia

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