La tachiaritmia sopraventricolare: sintomi e terapie

La tachiaritmia sopraventricolare comprende tutte quelle alterazioni del ritmo cardiaco con tipologia tachicardica, con frequenza, cioè, superiore a 100 battiti al minuto.

tachiaritmia sopraventircolare

La tachiaritmia sopraventricolare è un'alterazione della frequenza del battito cardiaco, un ritmo cardiaco ad alta frequenza che ha origine sopra il ventricolo: le tachicardie ventricolari son ben più pericolose di quelle sopraventricolari e sono un gruppo di alterazioni che si presenta con ritmi velocissimi che nascono proprio nel tessuto ventricolare.

Esistono diversi tipi di tachiaritmia sopraventricolare, un disturbo che si può presentare all'improvviso, come all'improvviso può scomparire, anche senza aver seguito una particolare terapia. Talvolta questa condizione può scaturire anche da un'attività fisica faticosa e da uno stato di stress importante, fattori che possono far aumentare la frequenza del battito cardiaco.

La tachiaritmia sopraventricolare, che si presenta con frequenza cardiaca compresa tra 150 e 270 battiti al minuto, può presentarsi con sintomi come palpitazioni, dispnea, dolore al torace, respiro veloce, sincope, vertigini, ma anche parestesie. I sintomi possono essere differenti e si va dai segnali più lievi a quelli che colpiscono nel caso la tachiaritmia sia più importante, come la sincope, che si presenta solo in casi molto gravi.

Qual è la terapia migliore per la tachiaritmia sopraventricolare? La condizione, come detto in precedenza, può risolversi senza l'intervento del medico, può presentarsi all'improvviso e sempre improvvisamente può guarire. In caso di episodi più frequenti, si può intervenire con manovre fisiche o vagali, per bloccare transitoriamente il nodo atrioventricolare, ma anche attraverso farmaci come il verapamil e l'adenosina. La cardioversione elettrica è un trattamento da utilizzare nel caso i farmaci non funzionino.

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