La sindrome da spogliatoio esiste? Cosa fare

Un nome "simpatico" per un disturbo della percezione della lunghezza del pene che colpisce sempre più uomini: ma cosa significa soffrire di questa sindrome?

sindrome da spogliatoio

La sindrome da spogliatoio è il nome più spiritoso per la sindrome del pene piccolo, che è un passaggio quasi obbligato per i ragazzi nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta: si tratta di una percezione errata e sminuente della lunghezza del proprio pene, che viene giudicato inadeguato e troppo corto rispetto ad una simbolica media o al confronto con gli amici maschi.

La sindrome da spogliatoio quindi si traduce in un disturbo di preoccupazione ossessiva nei confronti delle dimensioni del proprio pene, con un controllo eccessivo e continuo di fronte allo specchio nel tentativo di individuare anomalie e la paura di mostrarsi nudi o seminudi di fronte ad altri uomini. In termini scientifici si parla di dismorfofobia peniena, ovvero un disagio di natura psicologica che nella maggior parte dei casi ha ben poco a che fare con una reale micropenia, in quanto si tratta di una percezione mentale della lunghezza del pene del singolo individuo.

Cosa fare in caso di accertata sindrome da spogliatoio? L'unica cura reale di cura di questo disturbo è una terapia psicosessuologica di sostegno al paziente, per aiutarlo a superare l'idea di non essere in possesso di un pene "normale".

Altro modo, sempre più frequente, è quello della chirurgia correttiva: le cifre degli uomini che ricorrono al chirurgo per farsi allungare il pene sono cresciute nel 2014 del 20% rispetto all'anno precedente e la sorpresa sta soprattutto nel target di età che decide di sottoporvisi. Sono infatti gli uomini tra i 18 e i 35 anni di classe socioculturale medio alta a chiedere la chirurgia di allungamento del pene per superare la sindrome da spogliatoio: le ultime tecniche, discusse nel corso dell'ultimo convegno sulla salute sessuale maschile tenutosi a Roma, consentono di aumentare le dimensioni del pene del 25-30%, sempre laddove ce ne sia una reale necessità e previo consulto psicologico.

Via | Ansa, Benessere

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