Cosa sono le tachiaritmie, i sintomi e la classificazione

Se il cuore ha un ritmo molto irregolare e presenta battiti molto accelerati (90-100 battiti al minuto in situazione di riposo) si parla di tachiaritmie, un disturbo che può essere atriale o ventricolare a seconda di dove si manifesta.

Woman having an ultrasound exam in the clinic.

Le tachiaritmie sono disturbo che colpisce il ritmo del cuore, che si trova ad avere una frequenza totalmente irregolari: alterna fasi di “normalità” ad accelerate a ripose superiori ai 90-100 battiti al minuto. Come mai? Questa manifestazione in molti casi è la conseguenza di una fibrillazione atriale.

Quali sono i sintomi? Senso di oppressione e pesantezza al petto, cardiopalmo e angoscia. C’è quindi una componente, che sembra psicologica ma è meccanica molto forte. La classificazione viene elaborata in base a dove si manifesta l’aritmia:


  • Tachiaritmie Atriali insorgono negli atri e si tratta di un’aritmia clinicamente importante (la più importante) perché può causare incidenti cerebrovascolari ischemici, scompenso cardiaco. Questo disturbo si verifica in circa il 30% dei portatori di Pacemaker (PM) e di Defibrillatore (ICD).

  • Tachiaritmie Ventricolari insorgono nei ventricoli e sono le più pericolose, perché possono causare limitazioni alla qualità di vita. Si manifestano con sintomi come svenimento, capogiro, affanno di respiro, scompenso cardiaco, dolore toracico.

Questo tipo di aritmie possono causare una riduzione della portata cardiaca, l’aumento della pressione media dell’arteria polmonare, l’aumento del tempo di circolo. La cura è impostata affinché venga ridotta la frequenza cardiaca. Come sempre, il consiglio è quello di riferire i sintomi al medico e fissare un appuntamento con il cardiologo, affinché si possano fare degli esami per raggiungere una corretta diagnosi.

Via | Corriere; Apdic

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