In Sudafrica il primo trapianto di pene al mondo

Ci avevano già provato in Cina, ma l'uomo e sua moglie avevano avuto un rifiuto psicologico nei confronti del membro trapiantato. Per il giovane paziente sudafricano le cose sembrano invece procedere decisamente meglio

Un team di chirurghi sudafricani è riuscito a portare a termine con successo il primo trapianto di pene al mondo. La notizia arriva direttamente dall'Università di Stellenbosch, i cui esperti hanno effettuato il pionieristico intervento su un paziente del Tygerberg Hospital di Bellville lo scorso 11 dicembre.

L'uomo, 21 anni, aveva subito l'amputazione del pene in seguito alle complicazioni di un intervento di circoncisione tradizionale. In effetti in Sudafrica ogni anno molti giovani perdono il loro pene in seguito ad eventi di questo tipo. Non esistono stime ufficiali, ma secondo gli esperti nel paese sarebbero fino a 250 le amputazioni effettuate ogni anno.

E' una situazione molto grave

spiega André van der Merwe, il direttore della Divisione di Urologia dell'Università di Stellenbosch che ha guidato l'intervento, che in totale ha richiesto ben 9 ore di lavoro.

Per un giovane uomo di 18 o 19 anni la perdita del pene può essere profondamente traumatica. Non è detto che abbia le capacità psicologiche per processarla. Ci sono addirittura casi di suicidi fra questi giovani uomini.

trapianto di pene

Per il ventunenne, fortunatamente, il rischio che ciò accada sembra essere stato eliminato. A 3 mesi di distanza dell'operazione il recupero sembra già totale sia in termini di funzionalità urinaria che di capacità riproduttive.

Il nostro obiettivo era ritrovarlo completamente funzionale dopo 2 anni

racconta Van der Merwe

e siamo stati molto sorpresi da questo rapido recupero.

L'intervento fa parte di uno studio pilota per mettere a punto una procedura di trapianto di pene che coinvolgerà altri 9 pazienti. La sua pianificazione è iniziata nel 2010 e solo dopo ampie ricerche Van der Merwe e colleghi hanno deciso di utilizzare il modello e le tecniche sviluppate per eseguire il primo trapianto di faccia.

Abbiamo utilizzato lo stesso tipo di chirurgia microscopica per collegare i piccoli vasi sanguigni e i nervi, e anche la valutazione psicologica del paziente è stata condotta in modo simile

spiega il chirurgo.

Quello condotto al Tygerberg Hospital è il secondo tentativo di trapiantare un pene, ma il primo ad avere successo a lungo termine. Nel primo caso il ricevente, un uomo cinese, ha voluto che l'organo gli fosse amputato a causa delle complicanze psicologiche con cui hanno avuto a che fare dopo il trapianto sia lui che la moglie. In futuro la procedura potrebbe essere utilizzata anche per aiutare gli uomini che hanno perso il pene a causa di un tumore o come ultima spiaggia nel trattamento di gravi forme di disfunzione erettile.

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Via | Stellenbosch University

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