Melanoma, una nuova microscopia a fluorescenza per la diagnosi precoce

Per la diagnosi precoce del melanoma c’è un nuovo esame sperimentale si tratta della microscopia a fluorescenza che evita i preventivi prelievi di cute.

La prevenzione contro il tumore si basa principalmente sulla diagnosi precoce. Nel caso del melanoma, il tumore cutaneo più aggressivo, si consiglia di sottoporsi ogni anno alla mappatura dei nei e soprattutto prestare molta attenzione all’evoluzione dei nevi. Questa malattia, abbastanza giovane nel campo della ricerca scientifica, vanta tecniche sempre più innovative per individuare il melanoma già nelle primissime fasi, quando a volte è più piccolo di un millimetro.

melanoma

Tra le novità c’è la nuova microscopia a fluorescenza, che permette di osservare le strutture cellulari, senza ricorrere a prelievi di pelle. Che cosa vuol dire? Quando c’è un sospetto di melanoma viene prima di tutto tolto il neo ed effettuato l’esame istologico. In caso di positività al tumore si procede con l’intervento chirurgico, che prevede la radicalizzazione, ovvero la “pulizia” della zona per evitare metastasi con un’incisione abbastanza larga e profonda (1 cm dai margini della pregressa cicatrice chirurgica fino alla fascia muscolare esclusa), e il prelievo dei linfonodi sentinella (1 o più di uno), con la conseguente biopsia.

Questa nuova tecnica, decisamente meno invasiva, permette di ridurre gli interventi inutili, ma anche di intervenire più velocemente a livello chirurgico se si diagnostica un melanoma. Asportare il tumore nelle fasi iniziali assicura un'elevata probabilità di guarigione (95%).

Foto | Pinterest

  • shares
  • Mail