Ketamina, nessuna messa al bando

Retromarcia cinese sulla proposta di inserire la ketamina tra i farmaci di Classe I, di fatto una messa al bando: Pechino chiede di posticipare il voto

13 marzo - Questa mattina la delegazione cinese alla 58esima sessione della Commissione Onu sulle Droghe di Vienna ha deciso di chiedere di posticipare il voto sull'inclusione della ketamina nelle tabelle dei farmaci di Classe 1, che avrebbe di fatto messo al bando il farmaco anestetico a livello internazionale.

La ketamina resta, per il momento, un farmaco analgesico a basso costo accessibile anche per le popolazioni più povere.

Secondo quando comunicatoci da Marco Perduca, rappresentante all'Onu del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni che segue i lavori direttamente a Vienna, la Cina ha deciso di non insistere con la proposta di inserire la ketamina tra i farmaci di Classe I, ripiegando inizialmente su una nuova richiesta, quella di inclusione nella tabella IV.

Una posizione più morbida e meno repressiva della precedente ma che avrebbe comunque messo a rischio la fornitura del farmaco anestetico in caso di intervento chirurgico per milioni di persone: un pool di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo aver esaminato pagine e pagine di evidenze scientifiche, ha sconsigliato pubblicamente il controllo internazionale di ketamina, sostenendo che potrebbe causare gravi danni per la salute pubblica.

Di fronte alle pressioni dell'OMS e di molte organizzazioni internazionali la Cina ha deciso di abbozzare anche sulla seconda richiesta, posticipando la richiesta del voto a data da destinarsi per permettere nuovi studi scientifici sul farmaco e rivalutare la proposta di messa al bando. L'Italia, che inizialmente appoggiò la proposta cinese, ha "apprezzato la flessibilità" della delegazione di Pechino.

L'OMS aveva apertamente parlato di una possibile “catastrofe sanitaria” qualora il farmaco fosse stato fatto rientrare nel regime restrittivo previsto dalla tabella I.

La ketamina rischia la messa al bando

11 marzo - Anche il Comitato Collaborazione Medica (CCM) si è dichiarato contrario all'inserimento della ketamina tra i farmaci di Classe I (sostanze stupefacenti da abuso). Il CCM è un'associazione fondata nel 1968 da un gruppo di medici torinesi con l'obiettivo di promuovere ed assicurare il diritto alla salute di tutti: in africa il CCM è presente in Burundi, Etiopia, Kenya, Somalia, Sud Sudan e Uganda dove opera per garantire accesso alle cure di base, soprattutto alle mamme e ai bambini.

Il parere del CCM è quindi decisamente autorevole e circostanziato e non può non essere tenuto in grande considerazione dai rappresentanti italiani al consesso viennese:

"Se la ketamina sarà inserita tra i farmaci di classe I l'unico anestetico chirurgico usato in Africa diventerebbe difficile da reperire. E tutto ciò a causa delle fortissime pressioni della Cina, con l'indifferenza degli altri paesi sviluppati, dove sono disponibili altri farmaci per le anestesie chirurgiche. [...] I paesi come la Cina che hanno gravi problemi di abuso possono, come per le altre sostanze che determinano abuso e dipendenza, decidere di controllare l’utilizzo ketamina, senza limitarne l'accesso immediato nei Paesi in via di sviluppo."

spiega in un comunicato stampa il dott. Gian Paolo Zara, docente di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Torino e volontario CCM.

La discussione sulla proposta cinese di inserire la ketamina, l’anestetico più diffuso nei Paesi a basso reddito, tra i farmaci di classe I, ovvero tra le sostanze stupefacenti da abuso, mettendola di fatto al bando sul piano internazionale, si terrà a Vienna venerdì 13 marzo.

10 marzo - Ieri, lunedì 9 marzo, è iniziata a Vienna la 58esima sessione della Commissione Onu sulle Droghe, che avrà il compito di preparare la sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite dal 19 al 21 aprile 2016, ove si affronterà il tema delle politiche globali in materia di controllo degli stupefacenti.

Un tema che non riguarda solo la cronaca nera ma anche, e sopratutto, il dibattito scientifico: come abbiamo spiegato qualche giorno fa infatti il rischio è che nuove politiche oscurantiste su alcune sostanze, come la ketamina, possano mettere a serio rischio alcune procedure mediche d'emergenza nei paesi più poveri del mondo.

Nonostante l'attualità della discussione della Commissione, che trattando il tema droghe è inevitabile discuta anche di narcotraffico oltre che di scienza medica, va registrata l'ingombrante l'assenza a Vienna di un rappresentante del governo italiano, che si è limitato semplicemente ad appoggiare la posizione cinese per chiedere la messa al bando della ketamina (importante ed economico farmaco analgesico, utilizzabile anche per scopi meno 'nobili'): nessun ministro italiano, nessun sottosegretario, nessuno che sia andato a Vienna per sostenere una posizione italiana di qualsiasi tipo, proibizionista o antiproibizionista che sia, scientifica o antiscientifica che sia. Niente.

"E' un peccato che nessun membro del governo abbia potuto ascoltare per esempio le parole del ministro della giustizia colombiano che ieri mattina non ha usato mezzi termini per denunciare il fallimento di 50 anni di politiche in materia di droghe e ha invitato tutti i presenti a prepararsi a una sessione speciale dell'Assemblea generale nel 2016 che affronti i problemi derivanti dalla politiche anti-droga per risolverli e non solo per parlarne."

ha dichiarato Marco Perduca, che a Vienna è capodelegazione del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito.

Nel corso degli ultimi anni molte agenzie delle Nazioni Unite hanno adottato atteggiamenti e politiche meno rigide per quanto riguarda l'uso personale di sostanze, atteggiamenti che si sono riflessi molto sui paesi membri dell'ONU. Basti pensare all'esempio clamoroso degli Stati Uniti dove si sta letteralmente rivoluzionando il mercato interno degli stupefacenti.

L'assenza italiana alla Conmmissione Onu sulle droghe riunita di Vienna mostra bene quale sia la posizione del governo di Roma in materia: nessuna posizione. Il governo Renzi infatti, nonostante le promesse, non ha agevolato molto l'accesso ai farmaci cannabinoidi (prescrivibili dal 2007 e ancora quasi irraggiungibili per la maggior parte dei malati), come non ha ancora chiarito se e quando convocherà la VI Conferenza Nazionale triennale sulle droghe, prevista dal Testo unico sulle droghe del 1990 (l'ultima conferenza nazionale fu convocata nel 2009).

Nello stesso momento però si assiste al solito atteggiamento da Giano bifronte: stona infatti che un sottosegretario, il senatore Benedetto Della Vedova, abbia proposto la nascita di un intergruppo parlamentare che discuta di depenalizzazione della cannabis proprio mentre il governo di cui fa parte decide di non inviare nessuno a rappresentare la posizione italiana in materia di droghe nei consessi internazionali. Nessuno scandalo, ci mancherebbe: solo la cartina tornasole della mancanza di posizione ufficiale politica e scientifica in materia.

Ketamina: il farmaco "essenziale" che rischia la messa al bando

Quando si parla di ketamina si pensa sempre a mandrie di folli sballatissimi pieni di pasticche e polverine ai rave-party; è vero anche questo ma la ketamina è (sopratutto) molto di più: per definizione infatti la ketamina è un farmaco, principalmente utilizzato come anestetico dissociativo per uso sia umano che veterinario.

Di recente si sperimenta l'uso della ketamina contro il disturbo bipolare e l'alcolismo, la FDA (Food and Drug Administration) americana ne ha autorizzato l'uso negli USA come anestetico dissociativo generale a partire dagli anni '70 e addirittura l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito la ketamina come "core medicine" nella "Essential drug list", un elenco di farmaci ritenuti indispensabili negli ospedali di tutto il mondo.

Nonostante la scienza sia unanime nel descrivere la ketamina come "essenziale" sembra che il proibizionismo (questa volta asiatico) possa mettere a serio rischio l'esistenza stessa della ketamina come farmaco: di recente la Cina ha richiesto alle Nazioni Unite di inserire il farmaco anestetico nella Tabella I della Convenzione Onu di Vienna del 1971, tra le sostanze che considerato il loro potenziale comportano un grave rischio per la salute pubblica.

La proposta cinese dovrà adesso esser affrontata dalla plenaria della 58esima sessione della Commissione Droghe delle Nazioni Unite che si terrà a Vienna dal 9 al 17 marzo prossimi; l'Italia ha deciso di allinearsi alla proposta cinese nel richiedere che la ketamina venga inclusa nella prima tabella, cosa che renderebbe la sostanza da proibire in tutto il mondo: con l'inserimento in Tabella I infatti il farmaco verrebbe escluso da quelli che si possono utilizzare per uso medico.

Il governo italiano, nella sua scelta di appoggiare la proposta della Cina, non avrebbe interpellato la comunità scientifica internazionale nè l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): per questo motivo l'onorevole Pia Locatelli, eletta alla Camera dei Deputati con il PSI, ha presentato un'interrogazione parlamentare per avere un quadro completo ed effettivo della posizione italiana sulla ketamina in seno alle Nazioni Unite.

Come si usa la ketamina in farmacologia?

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La ketamina viene utilizzata principalmente come anestetico in campo veterinario (nei paesi ricchi) e in ospedale (nei paesi più poveri): il farmaco costa poco, si somministra facilmente e l'effetto è praticamente immediato. E' dunque una medicina fondamentale usata per l’anestesia, ed è l’unico anestetico disponibile per interventi chirurgici indispensabili nella maggior parte delle aree rurali dei paesi in via di sviluppo, dove abitano oltre due miliardi di persone.

Per questo motivo l'OMS ha inserito la ketamina nei farmaci ritenuti "essenziali"; nel corso degli anni molti paesi membri dell'ONU hanno chiesto una valutazione della "pericolosità sociale" della ketamina ma l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha sempre confermato che i benefici per i pazienti superano di gran lunga i rischi derivanti da un uso non medico della sostanza. Come spiega Marco Perduca, Rappresentante all'ONU del Partito Radicale e membro della giunta dell'Associazione Luca Coscioni:

"Per ben cinque volte negli ultimi 10 anni, l'OMS ha sempre scoraggiato un regime di proibizione per la ketamina"

Più nello specifico il Comitato di esperti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità sulle dipendenza delle droghe (in inglese ECDD) ha valutato la ketamina nel 2006, 2012 e 2014, raccogliendo prove e dati sull'uso non medico, sulle prescrizioni a fine ricreativo e sul traffico, oltre che prove del valore terapeutico della ketamina.

In base questi studi l'ECDD ha concluso di non raccomandare che la Commissione ONU sulle droghe inserisca la ketamina sotto controllo internazionale.

Dello stesso avviso è il direttore dell'Agenzia Italiana del Farmaco Luca Pani, che in una breve dichiarazione all'Ansa ha ribadito la posizione dell'AIFA sulla ketamina:

"La ketamina è un farmaco difficile ma essenziale [...] è una molecola essenziale come anestetico ad esempio in pediatria ed è in corso uno studio per trasformarla in farmaco innovativo contro i suicidi. La Ketamina agisce anche come un anestetico dissociativo che permette di restare svegli".

In questa scheda informativa redatta dall'Associazione Luca Coscioni si spiegano in modo chiaro benefici ed effetti negativi della ketamina, inquadrando il farmaco proprio nella discussione internazionale che avrà luogo a Vienna dal 9 al 17 marzo.

Via | Ansa

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