Nessun legame tra vaccini e autismo: nuova sentenza dalla Corte d'Appello di Bologna

Ribaltando una precedente decisione del tribunale di Rimini, i giudici di Bologna danno ragione al Ministero della Salute: non c'è nessuna prova scientifica a sostegno dell'accusa fatta alla vaccinazione contro morbillo parotite e rosolia

La relazione tra vaccini e autismo continua ad essere una questione da tribunali. Diversamente da quanto accaduto in passato oggi, però, la Corte d'Appello di Bologna stabilisce che non c'è nessuna associazione tra il vaccino contro morbillo parotite e rosolia (la cosiddetta trivalente MPR) e l'insorgenza del disturbo psichiatrico, basandosi sul fatto che secondo il parere dei consulenti tecnici d'ufficio è da escludere

che possa ritenersi esistente, sulla base di una buona evidenza medico-scientifica e di una sufficiente probabilità logica e scientifica, in collegamento causale tra la patologia sofferta dal minore XXX YYY e la vaccinazione di profilassi trivalente effettuata il 26.3.2002.

Il caso cui fa riferimento la sentenza, pubblicato il 13 febbraio scorso, è quello di un bambino che dopo aver ricevuto il vaccino trivalente MPR aveva ricevuto anche una diagnosi di autismo. Il giudice del lavoro di Rimini aveva condannato il Ministero della Salute al pagamento di un indennizzo, sostenendo di fatto la tesi dell'esistenza di un legame di causalità tra la vaccinazione e la comparsa della malattia. Il Ministero aveva però proprosto appello, si legge nella sentenza della Corte d'Appello,

censurando la sentenza di primo grado per avere, recependo acriticamente le conclusioni della ctu medico legale smentite dall'ampia letteratura scientifica richiata, riconosciuto l'esistenza l'esistenza di un ensso causale tra la vaccinazione MPR ed il dsiturbo autistico associato a ritardo cognitivo medio.

La Corte d'Appello ha riportato l'attenzione proprio sulle prove scientifiche del nesso tra vaccini e autismo.

Non c'è un'effettiva correlazione temporale tra la progressiva comparsa dei disturbi della sfera autistica e il vaccino MPR, vi è solo il fatto che i due eventi avvengono uno prima e uno dopo, ma come dimostrato in precedenza, ciò non è sufficiente a mettere in relazione di due eventi

viene sottolineato nella sentenza.

Vi è solo il dato anamnestico riferito che esclude che prima vi fossero segni riferibili ad una iniziale forma di distrubi del comportamento che, come abbiamo visto, sono spesso di difficieke individuazione.

Per questo i giudici non hanno dubbio e concludono che non è possibile

ritenere valido il riportato assioma che, in assenza della dimostrazione di altre cause evidenti, che comunque potrebbero, come riportato, non essere del tutto assenti, l'origine del disturbo sia da riferire alla vaccinazione sulla base del solo criterio temporale.

autismo vaccini

Non ci sono, insomma, prove convincenti del fatto che il vaccino MPR possa causare l'autismo.

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Via | Quotidiano Sanità

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