Cancro alla pelle, i raggi UV continuano a fare danni ore dopo l'esposizione

Uno studio USA ha scoperto che i raggi UV del sole producono danni al DNA della pelle anche diverse ore dopo la fine dell'esposizione, ecco perché usare delle buone creme solari è così importante

Prendere il sole sdraiati su una spiaggia candida, abbronzarsi, è un tale piacere che nessuno,s e può, ci rinuncia, e questo spesso a scapito delle minime regole di prudenza. Da anni sappiamo infatti che i raggi UV-A e UV-B del sole sulla nostra pelle non protetta a dovere producono dei danni a breve e lungo termine, tra cui anche, purtroppo, favorire l'insorgenza del cancro alla pelle, in particolare del melanoma.

L'azione dei raggi ultravioletti, superando la barriera dell'epidermide e raggiungendo il derma, lo strato più profondo della pelle, induce delle reazioni biochimiche che modificano il DNA cellulare e nel tempo possono portar alla proliferazione di cellule cancerose.

Cancro-pelle-raggi-UV

Se questo processo è ormai noto, e quindi, onde evitare i rischi, è necessario esporsi al sole con prudenza, un nuovo studio USA rivela che in realtà il pericolo per la salute della pelle non cessa affatto con la fine dell'esposizione al sole, perché in realtà l'effetto dei raggi perdura per diverse ore anche dopo, a causa dell'energia solare accumulata nei melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento cutaneo che ci fa abbronzare.

Secondo quanto scoperto dai ricercatori dell'Università di Yale sembra che proprio la produzione di melanina sia all'origine dei danni cutanei più importanti, e questo perché formando uno strato protettivo sull'epidermide, cosa che impedisce al sole di scottarci, la melanina assorbe le radiazioni, e queste, una volta inglobate all'interno dei melanociti, proseguono la loro azione degenerativa.

Questa scoperta potrebbe portare alla formulazione di creme solari più efficaci e dall'azione prolungata, dato che esiste una "finestra" di tempo tra l'inizio dell'azione nociva dei raggi ultravioletti e la conclusione del processo di danneggiamento del DNA.

In questo lasso di tempo noi possiamo proteggerci usando dei filtri solari a più ampio spettro. Per il momento valgono le precauzioni di sempre: usare un solare con fattore di protezione minimo di 30, ed evitare l'esposizione diretta ai raggi UV nei periodi in cui sono più intensi (primavera ed estate) dalle 11 del mattino alle 15 del pomeriggio.

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Via | bbc.com
Foto| via Pinterest

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