Curare la lombalgia: i benefici delle membrane amniotiche

A spiegarceli è Pier Vittorio Nardi, presidente dell'Associazione Chirurgia Italiana Spinale

La lombalgia è un problema diffuso anche in giovane età. Fra i 20 e i 40 anni a soffrirne è una persona su cinque, alle prese con dolori insopportabili che possono arrivare impedire qualsiasi movimento. Agire per tempo è fondamentale per affrontare la situazione quando il danno non è ancora irreparabile. Per questo se il dolore ai lombi non è un evento raro, ma ricompare regolarmente per mesi o addirittura anni è bene intervenire per evitare che a risentirne siano i dischi intervertebrali. Ma quali sono i trattamenti più adatti?

Recenti studi evidenziano i benefici dell'inieizione delle cosiddette membrane amniotiche estratte dalla placenta ottenuta durante parti cesarei. Una volta iniettati questi tessuti agiscono come degli ammortizzatori che consentono di scaricare le forze che agiscono sulla colonna, svolgendo però allo stesso tempo un'azione rigenerativa.

Le altre metodiche d'intervento che prevedono l'utilizzo di quattro viti e due barre alterano in un soggetto giovane la naturale elasticità della colonna

spiega Pier Vittorio Nardi, presidente dell'Associazione Chirurgia Italiana Spinale.

Inoltre questi supporti rendono la colonna più rigida, mentre il fine è quello di mantenere un’elasticità adeguata delle colonne.

Il ricorso a soluzioni di questo tipo, più aggressive rispetto all'uso delle membrane amniotiche, prevede anche la sostituzione del disco affetto dal problema con un disco rigido non adatto a garantire la stabilità del peso nel passare degli anni.

L'uso delle membrane amniotiche

mal di schiena

L'iniezione delle membrane amniotiche prevede un intervento che dura circa 15 minuti e che richiede solo 2 giorni di ricovero, senza necessità di alcun trattamento successivo. Non può però essere eseguita nel caso in cui sia già presente un'ernia.

Anche la presenza di dischi fibrotici può compromettere la buona riuscita del trattamento. La loro capacità di rispondere all'azione rigenerante delle membrane amniotiche è infatti ridotta. Per questo l'utilizzo di questa soluzione è consigliato soprattutto in giovane età, prima dei 50 anni.

La scarsa capacità delle membrane amniotiche di scatenare una reazione immunitaria non rende necessaria la somministrazione di una terapia immunosoppressiva per evitare il rigetto. Inoltre il loro utilizzo è associato a una riduzione delle infiammazioni e della formazione di tessuto cicatriziale dopo il trattamento. Altri vantaggi sono le proprietà antimicrobiche e antifibrotiche delle membrane amniotiche e la presenza al loro interno di fattori di crescita.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail