Glaucoma all'occhio: cos'è, i sintomi e le cure

Il glaucoma è una grave malattia dell'occhio che oggi si può curare efficacemente. Vediamo i sintomi, le cause e come intervenire

Il glaucoma è una grave malattia dell'occhio che solo in Italia colpisce circa mezzo milione di persone e il trend appare in crescita a causa dell'invecchiamento progressivo della popolazione. Il glaucoma non diagnosticato può portare alla perdita della vista, tuttavia se individuato in tempo si può curare in modo efficace, ma è necessario non sottovalutare i primi sintomi.

Infatti una caratteristica della forma più diffusa di questa patologia oculare è l'insorgenza subdola - l'incidenza è di circa l'1-2% della popolazione maschile e femminile over 40 - andando a compromettere la capacità visiva a causa di una degenerazione della papilla ottica, in cui convergono le fibre nervose che formano il nervo ottico. Ma vediamo esattamente in che cosa consiste il glaucoma, le cause, i sintomi e soprattutto le cure possibili.

Glaucoma

Cos'è il glaucoma all'occhio


Il glaucoma è una malattia oculare che insorge a causa di un'anomalia nella produzione dell'umor acqueo, quel liquido che riempie la camera anteriore dell'occhio posta tra cornea cristallino e iride, e la camera posteriore, situata tra iride e cristallino. Tale liquido è necessario per garantire la sufficiente pressione oculare e la sua quantità è regolata in modo da restare stabile, e quindi da non superare il valore soglia di 20 millimetri al mercurio (mmHg). In caso di glaucoma, però, l'umor acqueo non riesce più a defluire accumulandosi dentro l'occhio e generando una progressiva pressione che va a comprimere il nervo ottico danneggiandolo. La eccessiva pressione del liquido intraoculare infatti va a premere sia sulle fibre ottiche che trasmettono l'impulso visivo che sui vasi sanguigni della retina, portando a perdita progressiva della vista.

I sintomi del glaucoma


Esistono quattro tipi di glaucoma, ognuno con sintomi specifici. Vediamoli tutti.


  1. Glaucoma ad angolo aperto. Si tratta della forma più comune soprattutto negli over 70, e consiste nella progressiva e cronica riduzione della capacità dell'occhio di filtrare l'umor acqueo, che pertanto si accumula con le conseguenze che abbiamo visto. I sintomi del glaucoma ad angolo aperto sono, purtroppo, molto sfumati e di solito ci si accorge della malattia quando già abbia danneggiato la vista in modo severo. Il paziente lamenta una graduale riduzione della capacità visiva, che però spesso vien attribuita all'età e alla stanchezza
  2. Glaucoma ad angolo chiuso. Questa forma della malattia interessa circa il 10% del totale dei casi, ed è causata da una ostruzione di origine anatomica delle strutture dell'occhio deputate al deflusso dell'umor acqueo. Questo tipo di glaucoma insorge all'improvviso, spesso di notte, con sintomi come dolore intenso, talvolta associato a nausea e vomito, e repentina riduzione della capacità visiva e dell'acutezza visiva
  3. Glaucoma neovascolare. E' la forma più grave di glaucoma, che insorge come complicanza di altre malattie oculari come retinopatia, trombosi della vena principale della retina, trami all'occhio e distacco della retina. I sintomi sono dolore insopportabile e riduzione parziale o perdita totale della vista
  4. Glaucoma congenito. In questo caso l'anomalia è presente fin dalla nascita in forma cronica e colpisce entrambi gli occhi. I sintomi sono fotofobia (fastidio alla luce), occhi lacrimosi e più grandi della norma

L'operazione per il glaucoma all'occhio


L'intervento

per risolvere il glaucoma è una soluzione che si rende necessaria quando le cure farmacologiche, che a breve vedremo, non abbiano funzionato o non possano risultare efficaci. L'operazione si può eseguire con gli strumenti chirurgici tradizionali o con il laser. Nel primo caso si parla di chirurgia "filtrante", utilizzata per risolvere il glaucoma cronico e quello ad angolo aperto. Tale operazione, che si effettua in anestesia locale, permette di creare un canale di collegamento tra la sclera (la parte bianca del bulbo oculare) e la parte interna dell'occhio sì da permettere un deflusso dell'umor acqueo e ridurre la pressione intraoculare. E' un intervento efficace che non comporta grandi stress postoperatori, anche se il paziente nel mese successivo all'operazione dovrà evitare gli forzi e non strofinarsi troppo l'occhio per non provocare traumi al bulbo. L'intervento con il laser, invece, sfrutta un tipo particolare di raggio, detto argon, è molto più rapido e indolore e soprattutto si può eseguire ambulatorialmente. La luce dell'argon laser agisce sui canali di deflusso dell'umor acqueo allargandoli ed è efficace anche in caso di glaucoma acuto ad angolo chiuso o neovascolare. Dopo l'intervento la riduzione della pressione intraoculare e dei sintomi collegati è quasi immediata, ma il paziente dovrà usare un collirio specifico per almeno 3-4 mesi affinché l'umor acqueo non riprenda ad accumularsi.

Le cure per il glaucoma all'occhio

La cure farmacologiche per il glaucoma sono diverse a seconda della tipologia della malattia e soprattutto della sua gravità. Se, ad esempio, l'aumento della pressione intraoculare è conseguenza di altre patologie primarie (tra cui, come abbiamo visto, la retinopatia diabetica), si dovrà intervenire innanzi tutto su quelle. In linea di massima per ridurre la pressione dell'umor acqueo si somministrano colliri ipotonizzanti da applicare una o più volte al giorno nella dose stabilita dell'oculista. La terapia va seguita con costanza per ottenere dei buoni risultati, ma se tali colliri non sortissero effetto si potrà, come visto prima, provare a risolvere il glaucoma con l'intervento chirurgico o laser.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

Foto| via Pinterest

  • shares
  • Mail