Le cause del calazio, la terapia e quando è necessario l'intervento

Il calazio è una neoformazione benigna, causata dall’infiammazione di una ghiandola di Meibomio, e se non si risolve spontaneamente o con una terapia topica, è necessario sottoporsi a un piccolo intervento.

Il calazio possiamo definire un’evoluzione dell’orzaiolo. Si tratta di un’infiammazione cronica delle ghiandole sebacee di Meibomio, che si trovano nelle palpebre. Si manifesta, in corrispondenza della ghiandola coinvolta, una cisti che, oltre a essere dolorosa, è fastidiosa perché limita la visuale. Da tempo gli esperti si chiedono come mai si manifesti questo problema? Non si conosce bene la causa, quello che è sicuro è che dietro al calazio ci sia una processo infiammatorio.

calazio

Queste cisti sono frequenti nelle persone che soffrono di acne rosacea, orzaiolo e blefarite. Nella maggior parte dei casi, comunque, si risolve con una terapia topica: bisogna applicare una pomatina cortisonica e a base di antibiotico. Ci sono dei casi, i più gravi, però che richiedono un intervento chirurgico. Non è sempre la strada più ovvia: di solito ci si arriva solo quando il medico verifica che il trattamento farmacologico non sta dando i risultati sperati.

Come si interviene? È un’operazione ambulatoriale, abbastanza veloce. Si anestetizza la palpebra, poi il medico procede con l’incisione e asporta la cisti. La ghiandola infiammata viene invece pulito. Pochissimi punti di sutura, che dovrebbero non vedersi neanche con il tempo, e una fasciatura per qualche ora: in circa 15 giorni si dovrebbe arrivare a guarigione completa. Esiste un problema comune: spesso i calazi tendo a riformarsi, proprio lì dove sono spuntati la prima volta. Per scongiurare la possibilità che siano delle neoformazioni, dopo l’intervento è necessario far analizzare il tessuto asportato.

Foto | Pinterest

Via | My Personal trainer

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