Aterosclerosi, bassi livelli di vitamina D nell’infanzia aumentano i rischi

Il rischio di sviluppare aterosclerosi in età adulta aumenta se durante l’infanzia si avevano bassi livelli di vitamina D.

Aterosclerosi e vitamina D: esiste un legame? La risposta è si, ed un nuovo studio analizza la connessione che intercorre fra inadeguati livelli di vitamina D 25-OH durante l'infanzia, ed il maggiore rischio di andare incontro ad aterosclerosi 25 anni più tardi, dunque in età adulta. La ricerca in questione è quella pubblicata sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism e condotta dai membri della University of Turku in Finlandia, i quali hanno focalizzato la loro attenzione sull’aumento dello spessore medio-intimale della carotide (Imt), un marker dell’aterosclerosi strutturale, correlato a fattori di rischio cardiovascolare importanti, in grado di predire dunque l’insorgenza di eventi cardiovascolari.

I nostri risultati dimostrano che vi è un'associazione tra bassi livelli di vitamina D 25-OH nell'infanzia e il rischio di una maggiore presenza di aterosclerosi subclinica in età adulta

spiegano infatti gli autori della ricerca, secondo i quali tale associazione sarebbe stata peraltro indipendente dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare, come la pressione sanguigna, il fumo, la dieta, lo svolgimento di attività fisica, obesità, condizione socio-economica del soggetto e così via.

livelli di vitamina D


Per giungere a tale conclusione, gli esperti hanno esaminato un campione di 2.148 soggetti, tutti di età compresa fra i 3 e i 18 anni al basale. I partecipanti sono stati quindi riesaminati all'età di 30-45 anni. Ebbene, dalle analisi dettagliate sarebbe emerso che i soggetti con i livelli più bassi di vitamina D 25-OH in età infantile, presentavano un rischio significativamente più alto di IMT da adulti (21,9% contro il 12,7%).

Sono necessarie ulteriori ricerche per verificare se bassi livelli di vitamina D hanno un ruolo causale nell’aumento dello spessore dell'arteria carotide

sottolineano gli autori dello studio, che giustamente concludono:

Tuttavia, le nostre osservazioni evidenziano l'importanza di fornire ai bambini una dieta che includa sufficienti quantità di vitamina D.

Detto questo, vi ricordiamo che adeguati livelli di vitamina D possono essere raggiunti sia grazie all’alimentazione (assumendo cibi come uova, latticini, funghi e così via), che naturalmente grazie ai raggi del sole. Livelli ottimali di questa vitamina sono peraltro fondamentali per il nostro benessere psicofisico, migliorano la salute delle ossa, e proteggono il cervello dai rischi della demenza!

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via | News-medical.net

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