Scoperta la macchina del tempo per ringiovanire le cellule umane

A guidarla è un Rna che permette di allungare i telomeri, le strutture messe dalla natura a protezione dei cromosomi. Ecco come funziona e come potrebbe essere utilizzata

Un gruppo di ricercatori della Scuola di Medicina dell'Università di Stanford ha messo a punto una tecnica in grado di ringiovanire le cellule umane. Il suo funzionamento, la cui efficacia è dimostrata da uno studio pubblicato sul FASEB Journal, è basato sull'uso di un RNA modificato contenente le informazioni per produrre la proteina responsabile dell'allungamento dei telomeri, le estremità protettive dei cromosomi il cui accorciamento è associato all'invecchiamento cellulare e a diverse malattie.

L'Rna utilizzato codifica per Tert, la componente attiva dell'enzima telomerasi. Il suo inserimento in cellule umane in coltura ha permesso agli autori dello studio, guidati da Helen Blau, direttrice del Baxter Laboratory for Stem Cell Biology, di aumentare anche di 40 volte la capacità proliferativa delle cellule, riportandola a livelli simili a quelli tipici di cellule molto più giovani di quanto non fossero realmente.

A mediare l'effetto è proprio l'allungamento dei telomeri permesso da Tert, il cui Rna è stato modificato in modo da ridurre la risposta delle cellule alla sua presenza - un problema riscontrato durante altri tentativi simili condotti in passato - ma allo stesso tempo di rimanere nella cellula un po' più a lungo rispetto a quanto farebbe un RNA non modificato. L'effetto è comunque temporaneo: l'Rna scompare infatti entro circa 48 ore. Nel frattempo avrà però permesso l'allungamento dei telomeri.

Abbiamo trovato un modo per allungare i telomeri umani di 1.000 nucleotidi [pari anche a oltre il 10% della lunghezza di un telomero, ndr], portando indietro l'orologio interno di queste cellule di un tempo equivalente a molti anni di vita umana

spiega Blau.

Dopo la scomparsa dell'Rna i telomeri riprendono però ad accorciarsi. Quello che potrebbe essere visto come uno svantaggio è invece un meccanismo che aumenta la sicurezza della procedura. In questo modo si evita infatti una proliferazione eccessiva delle cellule che, pensando alle possibili applicazioni della tecnica in ambito clinico, potrebbe essere pericolosa per la salute. Un semplice esempio spiega chiaramente quanto ciò potrebbe essere pericoloso: le cellule tumorali sono caratterizzate da una capacità di crescita incontrollata.

Verso nuovi trattamenti antietà


Ringiovanire cellule

Secondo Blau

questo nuovo approccio apre la strada verso la prevenzione o il trattamento di malattie tipiche dell'invecchiamento.

Sono però anche altre le patologie che potrebbero essere trattate sfruttando questa nuova tecnica, come, spiega l'esperta,

malattie genetiche altamente debilitanti associate all'accorciamento dei telomeri.

Nell'elenco di tutti questi disturbi possono ad esempio essere fatti ricadere la distrofia muscolare di Duchenne, il diabete e le malattie cardiovascolari.

Stiamo lavorando per capire meglio le differenze tra i diversi tipi di cellule e come possiamo superarle per far sì che questo approccio sia utile in modo più universale

racconta Blau.

A noi non resta che aspettare che dai laboratori di Stanford arrivino altre nuove buone notizie.

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Via | Stanford Medicine

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