Torna l'influenza suina, gli esperti: "Vaccinatevi subito"

L'allarmismo è fuori luogo, ma la situazione ricorda l'importanza di proteggersi con il vaccino

Dopo quella stagionale e la cosiddetta aviaria, anche l'influenza suina è tornata a far parlare di sé. Al momento sarebbero una cinquantina le persone ricoverate in tutta Italia a causa di un'infezione da parte del ceppo H1N1. I sintomi non sono diversi da quelli dell'influenza stagionale: si parte con problemi simili a quelli di una bronchite, che possono però degenerare in polmoniti e problemi neurologici che possono portare al ricovero in terapia intensiva e, nei casi più gravi, al decesso, come nel caso di un paziente ricoverato all'ospedale di Aosta.

Fra le città coinvolte sono incluse Padova, Pavia, Bologna, Roma, Torino, Palermo, Milano, Firenze, Bari e Monza. Secondo Massimo Veglio, direttore sanitario dell'Usl della Valle d'Aosta, il decesso registrato nell'ospedale valdostano

rientra nella casistica.

Ciò non significa doversi allarmare eccessivamente. La vittima della suina era infatti un sessantenne affetto da diverse patologie. Come ha sottolineato in un'intervista a La Stampa Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie a infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, non è il caso di creare allarmismi, anche perché il virus in questione non è pericoloso tanto quanto quello che qualche tempo fa ha colpito il Sudamerica. Tuttavia, la situazione porta gli esperti ad invitare nuovamente chi pur appartenendo a categorie a rischio non si è ancora vaccinato a farlo subito per proteggersi dal picco di infezioni previsto per i primi giorni di febbraio.

influenza

In effetti il ceppo H1N1 dovrebbe rappresentare circa un terso dei virus in circolazione e, ha spiegato Rezza, il vaccino contro l'influenza stagionale protegge anche dalla suina. Purtroppo, però, le recenti vicende che hanno visto protagonista il vaccino antinfluenzale Fluad sembrano aver ridotto significativamente il ricorso alla vaccinazione.

Rezza ha ricordato che le persone più a rischio sono i cardiopatici, i diabetici, i neurolesi, gli immunodepressi, chi soffre di seri problemi respiratori, le donne nel secondo e nel terzo trimestre di gravidanza e i bambini nati prematuri, che dovrebbero essere vaccinati tra i 6 mesi e i 2 anni di età. Altra precisazione riguarda gli antibiotici, che come nel caso delle altre forme di influenza anche per la suina sono inutili a meno di sovrainfezioni batteriche. Per il resto, anche la terapia è del tutto analoga a quella contro l'influenza stagionale: antipiretici contro la febbre e antinfiammatori contro i dolori.

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Via | Ansa; La Stampa; Il cittadino mb

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