Ecco come Facebook ci rende paranoici

Facebook può aumentare il rischio di ansia e paranoia, ed uno studio ci spiega il perchè.

C’è chi lo ama, e c’è chi non sente alcun bisogno di utilizzarlo … stiamo parlando di Facebook, un social network che, in un modo o nell’altro, ha indubbiamente segnato l’era moderna. Secondo quanto emerge da una nuova ricerca però, esagerare con l’utilizzo di Facebook, o utilizzarlo in maniera poco “sana” può aumentare sintomi come ansia, paranoie e vergogna. La ricerca in questione sarebbe quella condotta dallo psicologo Richard Sherry, il quale ha appreso che ben due terzi degli utenti che usano i social network distorcono la verità, mentendo per rendersi più interessanti e meno “noiosi”.

Tali risultati hanno portato gli psicologi ad analizzare meglio la questione, ed a scoprire che mentire sul web, riscrivere la realtà, abbellirla e renderla più “interessante”, può comportare delle conseguenze da non sottovalutare. Gli esperti parlano infatti di una vera e propria 'amnesia digitale', che porta la persona a credere più alla versione raccontata sul web, che alla realtà oggettiva dei fatti.

Mentendo su siti come Facebook e Twitter, gli utenti possono 'riscrivere' i loro ricordi dunque, e quasi la metà delle persone intervistate avrebbe affermato di sentirsi paranoica, triste e di vergognarsi, per via del fatto di non riuscire a vivere effettivamente ciò che ha raccontato on line.

paranoie

Il nostro bisogno di documentare e condividere la nostra vita è parte della nostra natura e fa bene, ma i punti di forza e gli svantaggi dei social media devono essere ben compresi dalla società. Recenti studi dimostrano che i ricordi sono effettivamente modificati e meno accurati

spiegano gli autori della ricerca, che mettono dunque in guardia dal creare una realtà parallela sul web. Questo perché, così facendo, il rischio potrebbe essere quello di erodere la nostra identità personale, ed in un batter d’occhio potremmo trovarci alle prese con sensi di colpa e disgusto nei confronti di noi stessi, sentimenti che possono creare problemi psicologici, tra cui l'ansia, angoscia e paranoia.

Secondo quanto emerso dalla ricerca, finanziata dal sito di social networking Pencourage, sembra inoltre che quella più a rischio sia la fascia dei giovani dai 18 ai 24 anni di età, che ammettono che i loro ricordi sono effettivamente “compromessi” dall’utilizzo dei social network.

Insomma, Facebook non è né “buono” né “cattivo”, ma è il modo in cui lo utilizziamo che fa la differenza. Inventare una realtà che non esiste (o comunque abbellire la nostra realtà rendendola diversa da quello che è) non solo non serve a nessuno, ma non fa bene alla nostra identità, alla nostra autostima ed alla nostra salute mentale, per cui, a conti fatti, forse è davvero il caso di mostrarsi una volta per tutte per quello che si è, non trovate?

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via | Dailymail.co.uk

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