Alimentazione contro il cancro, meglio una dieta ipocalorica o ipercalorica?

Gli studi condotti fino ad oggi sembrano non lasciare scampo: meglio tagliare le calorie. Una dieta ad alto contenuto energetico potrebbe però essere la chiave per scoprire nuove terapie antitumorali con effetti collaterali ridotti

I nutrienti e le altre molecole introdotte nell'organismo con l'alimentazione possono influenzare ognuno dei passaggi tipici dello sviluppo del cancro, dall'iniziazione, alla progressione, all'angiogenesi che permette alla massa tumorale di riuscire a nutrirsi e a respirare da solo. Per questo una dieta corretta può giocare un ruolo importante sia nella prevenzione, sia nella cura dei tumori. Ma cosa dire a proposito delle calorie? Una dieta ipocalorica può aiutare a combattere il cancro?

In effetti diversi studi hanno suggerito l'importanza di un'alimentazione a basso contenuto di calorie nella prevenzione di diversi tipi di tumore. Al contrario, una dieta ipercalorica è l'anticamera dell'obesità e del diabete, entrambi fattori di rischio per il cancro. Un nuovo studio pubblicato su Cell Metabolism da un gruppo di ricercatori dell'Università di Ginevra, dell'Università del Texas e dell'Università Politecnica delle Marche (Ancona) ha però svelato che la regola non è sempre questa. Infatti lo sviluppo di alcuni tipi di cancro al polmone può essere contrastato da un'alimentazione ipercalorica.

I tumori in questione sono quelli associati a una mutazione nel gene KRAS, spesso associata anche a forme tumorali che colpiscono il pancreas o il colon. In genere questi tumori sono sensibili a diete ipocaloriche, ma solo se vengono adottate dopo la comparsa del tumore. Prima, invece, sono le diete ipercaloriche ad avere un effetto protettivo. Attenzione però: quando il cancro è già presente un'alimentazione ipercalorica favorisce la crescita del tumore e ne aggrava la prognosi.

Verso una dieta ipercalorica preventiva?

mangiare di notte

Gli autori dello studio sottolineano un aspetto importante: l'effetto inibitore o stimolante non è dovuto all'alimentazione in sé e per sé, ma dai cambiamenti metabolici che ne derivano.

Il nostro studio non dimostra che un'alimentazione ipercalorica può proteggere le persone dal cancro al polmone

sottolinea Giorgio Ramadori, uno degli autori principali della ricerca che ha portato alla scoperta.

Tuttavia, l'impatto di un'alimentazione ricca di calorie ci ha permesso di scoprire un meccanismo molecolare molto specifico che potrebbe aprire la strada a nuovi approcci terapeutici.

Lo studio ha infatti permesso di identificare una proteina coinvolta nel fenomeno che potrebbe essere il bersaglio di terapie antitumorali con effetti collaterali limitati. Ramadori e colleghi hanno infatti scoperto che nelle cellule del tumore al polmone preso in considerazione l'espressione della proteina FKBP10 viene notevolmente ridotta nel momento in cui si adotta un'alimentazione ipercalorica. Per di più questa proteina non è presente nelle cellule sane. Di conseguenza, un eventuale inibitore di FKBP10 potrebbe mimare l'effetto di un'alimentazione ipercalorica, frenando la proliferazione delle cellule tumorali senza danneggiare i tessuti sani.

Se arrivassimo a identificare un inibitore adatto potremmo sviluppare nuove terapie in grado di frenate la proliferazione delle cellule tumorali senza nuocere alle cellule sane

spiega Roberto Coppari, responsabile dello studio.

Gli effetti secondari dovrebbero essere minimi, perché questa proteina non è espressa nei tessuti sani, quantomeno in età adulta.

L'alimentazione, insomma, può aiutare la lotta con i tumori non solo fra le mura della cucina in cui mangiano i pazienti, ma anche fra quelle dei laboratori in cui lavorano i ricercatori. Per il momento sembra però che almeno in cucina le diete ipercaloriche debbano continuare ad essere considerate nemiche della salute.

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Via | Université de Genève

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