Cos'è l'onicocriptosi e qual è la terapia migliore

L'onicocriptosi, volgarmente nota come unghia incarnita, è un problema non grave ma invalidante. Vediamo quali sono le terapie più efficaci

L'onicocriptosi è un disturbo abbastanza comune che colpisce soprattutto i piedi, meglio conosciuta con la definizione di unghia incarnita. Questa è, in realtà, una ferita infetta, che non si rimargina, provocata da una lesione del margine laterale dell'unghia dell'alluce (ma può verificarsi in qualunque altro dito).
Criptonicosi

L'onicocriptosi è più frequente in età giovanile, e i fattori che causano l'infezione sono i seguenti:


  • Piede che "cuoce" nel proprio sudore all'interno di scarpe che non traspiranti, aggravata dall'uso di calzini o calze sintetiche ed a scarsa igiene
  • Una cattiva pedicure, soprattutto nel taglio delle unghie. Tagliarle troppo corte o arrotondare eccessivamente i bordi può facilitare, attraverso il contatto della pelle con il margine ungueale che tende a piegarsi, la lesione che facilmente diventa infetta
  • L'uso di scarpe troppo strette

I sintomi dell'unghia incarnita si manifestano all'improvviso e sono molto fastidiosi, anche perché si aggravano con il tempo, ecco i principali:


  • Gonfiore, tumefazione e arrossamento del dito, che appare nel lato colpito gonfio e caldo, e laddove l'unghia sia penetrata nella carne anche duro al tatto
  • Formazione della ferita che appare come un'ulcerazione sanguinolenta con produzione di pus, che non si rimargina
  • Dolore intenso, la parte non può essere quasi toccata e anche camminare può diventare difficoltoso perché indossare le solite scarpe è una tortura

La terapia per l'onicocriptosi dipende dallo stadio dell'infezione, e anche dai margini ungueali interessati, infatti non è raro che la lesione insorga su entrambi i lati di uno stesso dito. In fase iniziale può essere sufficiente curare molto l'igiene usando acqua a sapone neutro e disinfettando la ferita più volte al giorno con tintura di iodio (alcool iodato all'1%). Il piede deve essere lasciato libero più possibile e per camminare si avvolgerà il dito infetto in una medicazione con cotone sterile e garza, e si indosserà una calza di cotone. Se, però, questo non dovesse essere sufficiente allora la soluzione migliore sarebbe quella chirurgica, con rimozione dell'unghia dal suo letto.

In genere si esegue questo intervento in anestesia locale e non si procede all'asportazione totale dell'unghia, ma solo di una porzione, quella con i margini che hanno provocato l'infezione. Dal momento che la matrice dell'unghia non viene rimossa l'unghia ricrescerà nel giro di qualche mese. Nei primi tempo dopo l'operazione sarà necessario proteggere e disinfettare con cura la ferita. E' però importante evitare le recidive con la prevenzione, curando bene l'igiene, il taglio delle unghie e soprattutto facendo sempre respirare il piede e usando calzature traspiranti e del proprio numero di piede.

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Foto| via Pinterest

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