Vaccino antipolio, giudici stabiliscono un indennizzo per bimba di Avezzano

La piccola avrebbe riportato un danno neuromotorio irreversibile dopo la vaccinazione contro la poliomielite

Un indennizzo previsto per legge: sarebbe questo il risarcimento che si è vista riconoscere una bambina di Avezzano, in provincia de L'Aquila, per il danno che sarebbe derivato dalla somministrazione del vaccino antipolio ricevuto nel 2010, quando aveva un anno. Secondo quanto riportato dalle cronache locali, poche mesi dopo la somministrazione del vaccino i genitori della piccola si sarebbero accorti di problemi neuromotori che non si erano mai palesati prima della vaccinazione. Da qui la citazione nei confronti del Ministero della Salute che ha portato a una sentenza del Tribunale di Avezzano ora confermata dai giudici della Corte d'Appello de L'Aquila, secondo cui il vaccino antipolio avrebbe causato

un danno neuromotorio, con evidenti, gravi e permanenti ripercussioni per il futuro della sua vita.

Il diritto all'indennizzo, che dovrebbe superare i 100 mila euro, sarebbe stato stabilito anche attraverso "due esperimenti d'ufficio" effettuati su ordine del giudice del Tribunale di Avezzano da due consulenti medico-legali. I loro risultati, sommati alle analisi delle prove scientifiche e dei documenti a disposizione "secondo i criteri stabiliti dall'American Vaccine Safety", avrebbero confermato il danno, facendo propendere i giudici per l'accoglimento delle richieste avanzate dai genitori della bambina.

Da parte sua il Ministero della Salute si sarebbe difeso spiegando che il vaccino utilizzato - il cosiddetto "Salk" - è ritenuto sicuro dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e che proprio per questo ha sostituito il vaccino "Sabin". L'avvocatura di Stato non ha però convinto i giudici, che hanno confermato il diritto all'indennizzo. La vicenda non sembra però destinata a concludersi qui. Sarebbe infatti già stata annunciata l'intenzione di chiedere al Ministero il risarcimento dei danni fisici e morali.

Il vaccino antipolio

Vaccino

Insieme a quelli contro la difterite, il tetano e l'epatite B, il vaccino antipolio è obbligatorio per tutti i bambini nati in Italia. La malattia da cui protegge - la poliomielite - è causata da 3 tipi di virus intestinali che nella maggior parte dei casi non scatenato alcun sintomo. L'1-2% delle infezioni può però portare a rigidità del collo, della schiena o delle gambe. In un altro 1 per mille circa di casi i polio virus possono però attaccare il sistema nervoso portando a debolezza muscolare e paralisi.

Il vaccino, messo a punto negli anni '50 del secolo scorso, ha permesso di eradicare la malattia in molte zone del mondo. Il suo uso prevede la somministrazione di una dose al terzo mese di vita, una al quinto e una tra 11 e 13 mesi d'età; a queste dosi deve seguire un richiamo tra i 5 e i 6 anni di vita.

Attualmente il vaccino utilizzato in Italia, entrato in uso nel 2002, contiene il virus ucciso attraverso un procedimento chimico che permette comunque la stimolazione del sistema immunitario. L'introduzione di questo vaccino, detto "inattivato", ha permesso di sostituire il vaccino "orale", basato su un virus ancora vivo ma incapace di aggredire il sistema nervoso.

Il diritto all'indennizzo

La Legge 210/92 prevede un indennizzo per chi è stato danneggiato dalle complicanze irreversibili delle vaccinazioni obbligatorie.

Chiunque abbia riportato, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge o per ordinanza di una autorità sanitaria italiana, lesioni o infermità, dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica

si legge nell'articolo 1, comma 1, della legge 210/92

ha diritto ad un indennizzo da parte dello Stato, alle condizioni e nei modi stabiliti dalla presente legge.

La Legge 229 prevede inoltre il riconoscimento di indennizzo aggiuntivo per chi ha a che fare con complicanze irreversibili causate dalle vaccinazioni obbligatorie. A richiederlo possono essere le persone danneggiate o, si legge sul sito del Ministero della Salute,

l'esercente la potestà genitoriale, il tutore o l'amministratore di sostegno del danneggiato a causa di vaccinazioni obbligatorie e che beneficiano già dell'indennizzo ai sensi della legge 210/1992.

A richiederlo, precisa il Ministero, possono essere, nell'ordine,

il coniuge, i figli, i genitori, i fratelli minorenni, i fratelli maggiorenni inabili al lavoro, qualora a causa delle vaccinazioni sia derivata la morte.

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Via | Terre Marsicane; Il Messaggero; Ministero della Salute; salute.gov

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