Epatite C, Lorenzin invia Nas nelle regioni per verifiche sul super-farmaco Sovaldi

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin ha inviato i Nas nelle Regioni per effettuare delle verifiche sulla dispensazione del nuovo farmaco Sovaldi.

13 febbraio 2015

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha deciso di inviare i NAS presso gli Uffici delle Regioni competenti per fare delle verifiche e degli accertamenti urgenti per quello che riguarda lo stato di attuazione della dispensazione del nuovo super farmaco Sovaldi per la cura dell'Epatite C, dispensazione a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Dopo la segnalazione dell'Aifa, che sottolineava che solamente 30 pazienti fino a gennaio 2015 avevano potuto beneficiare in Italia di questo trattamento e dopo la scadenza del 4 febbraio scorso del termine per la definizione delle procedure amministrative utili ad inserire nei prontuari ospedalieri regionali il nuovo medicinale, il ministero della salute ha deciso di fare delle verifiche. Anche perché la spesa, istituita dalla Legge di Stabilità 2015, è pari a 1 miliardo di euro per il biennio 2015-2016.

Ad oggi dovrebbero essere 242 i centri autorizzati in tutta Italia, anche se l'Aifa ha sottolineato che le regioni Valle d'Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo e Basilicata non avrebbero attivato il programma di dispensazione del medicinale. Segnalazione supportata anche dall'associazione Epac Onlus dei pazienti malati di Epatite C, che ha indicato come Sicilia, Calabria, Molise, Campania non fossero ancora state in grado di individuare i centri dove poter avere il trattamento.

Gli accertamenti dei Nas sono iniziati in tutti i capoluoghi di regione e si concluderanno a giorni: entro il 14 febbraio il Ministero dovrebbe già avere in mano i risultati degli accertamenti stessi.

(p.c.)

Via | Quotidianosalute

Epatite C, presto in commercio anche in Italia il super-farmaco per curarla

01 dicembre 2014

Il farmaco per la cura dell’Epatite C Sovaldi (sofosbuvir) sarà presto disponibile in Italia. A renderlo noto sarebbe stata l’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), che sottolinea che adesso si attende solamente la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determina di autorizzazione alla rimborsabilità. Assumendone una pillola al giorno per circa 3 mesi, il farmaco in questione consentirebbe di combattere l’epatite C in breve tempo (12 settimane appunto), evitando così che il paziente debba sottoporsi ad anni e anni di terapie. In più, questo farmaco assicura una percentuale di guarigioni dalla malattia che va dal 96 al 100%, a seconda della gravità delle condizioni del paziente e del ceppo virale.

L'Aifa ha inoltre sottolineato che sarà presto chiuso il programma di uso compassionevole con accesso gratuito al trattamento con il farmaco salvavita, attivato in precedenza per assicurare ai pazienti affetti da Epatite C in stadio avanzato, di poter accedere in maniera più rapida ai trattamenti.

Inoltre, la Gilead Sciences avrebbe garantito una fornitura gratuita del farmaco (un farmaco peraltro decisamente costoso, dal momento che si parla di ben 84.000 dollari per un ciclo, ovvero di mille euro a compressa) valida per l’intera durata del trattamento dei pazienti, qualora i Comitati Etici abbiano rilasciato per tempo l'apposita autorizzazione.

farmaco epatite C

Per l’esattezza, sarebbe garantito un trattamento di 48 settimane, oppure fino a che il paziente non dovrà sottoporsi al trapianto, o di 24 settimane per i pazienti che si sono già sottoposti a trapianto.

La data finale per poter inviare le approvazioni e le eventuali informazioni mancanti in merito alle richieste presentate sarà il 15 dicembre 2014. Fino al 28 novembre, come sottolinea la stessa Aifa, le richieste a livello Nazionale per accedere al trattamento sono state più di 1400, mentre i trattamenti approvati sarebbero stati 894, vale a dire il 62,5% delle richieste presentate.

In questa percentuale poi, si nota una disparità, con picchi più alti in Regioni come il Piemonte (84,9% dei trattamenti approvati) e percentuali più basse in Regioni come la Sicilia (con un 36,8% dei trattamenti approvati).

Le richieste che non sono state approvate dai Comitati Etici saranno dunque a carico delle strutture sanitarie. Il ministro della Salute avrebbe comunque fatto sapere che il costo del farmaco sarà coperto grazie a fondo apposito, creato nell'ambito del piano nazionale per la lotta contro le epatiti.

(m.v.)

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via | Repubblica

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