Obesità e sovrappeso, scoperto come sbloccare il metabolismo

Secondo un nuovo studio attivando un enzima è possibile ottenere un effetto simile a quello prodotti dall'attività fisica. Ecco i possibili risvolti della scoperta

Mantenersi fisicamente attivi è uno dei requisiti fondamentali per evitare sovrappeso e obesità. Infatti solo consumando più energie di quante se ne introducono con il cibo si scongiura l'accumulo di chili di troppo, ed è proprio evitando la sedentarietà con un'adeguata dose di movimento quotidiano che si bruciano le energie che altrimenti si trasformerebbero in grasso. Ma come fare quando l'età avanzata, malattie o disabilità rendono difficile il raggiungimento di questo obiettivo?

Una nuova scoperta potrebbe spalancare le porte ad una nuova soluzione: agire su una molecola chiave che regola, sblocca e stimola il metabolismo. Il suo nome è AMPK, è un enzima, e a scoprire il suo ruolo chiave proprio nel metabolismo è stato un gruppo di ricercatori guidato da Kei Sakamoto, responsabile del Dipartimento di Diabetologia e dei Ritmi Circadiani presso il Nestlé Institute of Health Sciences di Losanna, in Svizzera.

sbloccare metabolismo

Lo studio che ha portato alla scoperta è stato pubblicato sulla rivista Chemistry & Biology e si è concentrato sull'effetto di molecole in grado di attivare AMPK. Ne è emerso che in presenza di una di queste, battezzata C13, si assiste a una potente inibizione della sintesi dei lipidi nelle cellule del fegato. Non solo, Sakamoto e collaboratori sono riusciti anche a gettare luce sui meccanismi di azione di questa molecola.

L'attivazione di AMPK si traduce in effetti terapeutici desiderabili in caso di disturbi metabolici come il diabete di tipo 2

spiegano gli autori nel loro studio.

Tuttavia, al momento non abbiamo a disposizione attivatori diretti di AMPK da usare nel trattamento dei disturbi metabolici.

Una comprensione più completa dei meccanismi attraverso cui piccole molecole attivano AMPK potrebbe anche facilitare lo sviluppo di nuovi attivatori di AMPK che potrebbero essere utilizzati per trattare pazienti con disturbi metabolici.

I ricercatori immaginano un futuro in cui cibi e prodotti nutrizionali emuleranno gli effetti dell'attività fisica a livello del metabolismo agendo sugli stessi meccanismi cellulari che sono attivati proprio dall'esercizio. A spiegarlo è lo stessi Sakamoto:

AMPK è una proteina chiave in ogni singola cellula nel tuo corpo ed è attivata naturalmente dall’esercizio. Controlla lo stato di energia, come l’indicatore del carburante della macchina, e segnala quando il livello è basso.

L'idea degli scienziati è di identificare sostanze naturali che siano in grado di influenzare questo meccanismo molecolare. Sakamoto mette però in guardia:

nessun prodotto potrà mai sostituire l’esercizio fisico. L’esercizio fisico ha infatti molti effetti diversi – un ruolo cognitivo e una funzione fisiologica – che non riusciremo a sintetizzare in un unico prodotto.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail