Fibromi uterini, un farmaco per combattere il colesterolo ne inibisce la crescita

La crescita dei fibromi uterini può essere inibita grazie a un farmaco comunemente usato per il trattamento del colesterolo alto?

I fibromi uterini rappresentano il tipo più comune di tumore benigno del sistema riproduttivo femminile, ma per inibirne la crescita potrebbe essere sufficiente un farmaco comunemente usato per il trattamento del colesterolo alto. A scoprirlo sarebbero stati i membri delle Università del Texas Medical Branch, l'Università del Texas Health Science Center a Houston, il Baylor College of Medicine e la Georgia Regents University, che attraverso un nuovo studio sarebbero giunti alla conclusione che la crescita dei fibromi uterini umani può effettivamente essere inibita grazie alla simvastatina, un farmaco che serve ad abbassare il colesterolo.

Nonostante i fibromi uterini siano davvero molto diffusi, l'esatta causa della loro origine non è ancora del tutto chiara. Gli esperti ritengono che a giocare un ruolo importante possano essere delle anomalie genetiche, familiari oppure ormonali.

Detto questo, stando a quanto emerso dallo studio pubblicato sul Journal of Biological Chemistry, sembra che le statine, come la simvastatina appunto, potrebbero fornire un valido aiuto per le donne che hanno i fibromi.

Fibromi uterini

Già precedenti ricerche avevano dimostrato gli effetti anti-tumorali delle statine per quanto concerne il cancro alla mammella, alle ovaie, alla prostata, al colon, la leucemia e il tumore al polmone. Tuttavia non era stata ancora dimostrata la loro efficacia nel trattamento dei fibromi uterini.

Per analizzare la questione, gli esperti hanno esaminato l'impatto della simvastatina sulla crescita cellulare del fibroma umano. Dalle analisi sarebbe dunque emerso che la simvastatina impedisce effettivamente la crescita delle cellule tumorali del fibroma uterino. Inoltre, gli esperti hanno studiato il modo in cui questa riuscirebbe a sopprimere tali tumori, constatando che la simvastatina inibirebbe la fosforilazione di ERK. Il che rappresenta un passo fondamentale nel percorso molecolare che induce la crescita di nuove cellule. La simvastatina blocca peraltro anche la progressione delle cellule tumorali che hanno già iniziato a crescere.

"I risultati di questo studio sono particolarmente significativi, le statine vengono usate da anni, quindi il loro profilo di sicurezza è ben noto. – ha spiegato il dottor Dr. Mostafa Borahay - Avere un farmaco sicuro per il trattamento di questi comuni tumori è stato un obiettivo per le donne e per la comunità medica per molto tempo."

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via | ScienceDaily

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