La cataratta congenita nel neonato: i sintomi e l'intervento

La cataratta è un disturbo della vista determinato da un'opacità del cristallino. In casi rari può insorgere fin dalla nascita. Vediamo come si può risolvere il problema

La cataratta è un disturbo della vista provocato dall'opacizzazione del cristallino, quella piccola lente situata all'interno dell'occhio, fatta di materiale elastico e trasparente, che ha lo scopo di permettere ai raggi luminosi di riflettere le immagini che provengono dall'esterno sulla retina, e pertanto di inviare al cervello il segnale della corretta visione.

In genere un cristallino opaco, che, quindi, ci offre una visione oscurata e distorta, si riscontra più facilmente negli adulti anziani, perché si tratta di un disturbo tipico dell'età, legata all'invecchiamento. Ma in qualche caso questo deficit può presentarsi fin dalla nascita, quindi in età neonatale.

Cataratta-congenita-neonato

La cataratta congenita del neonato, che di solito è di tipo monolaterale (ovvero interessa un solo occhio), può avere diversi gradi di gravità a seconda che l'opacità del cristallino sia lieve e interessi piccole aree dello stesso, oppure sia più estesa e soprattutto includa la porzione centrale del cristallino, oscurando in modo evidente le immagini.

Il neonato si troverà così a crescere con un difetto visivo che può creare degli scompensi anche notevoli e alterare per sempre la visione binoculare se non riconosciuto e corretto subito. Quali sono i sintomi della cataratta neonatale? I segnali principali sono due:


  • Occhio opaco visibile soprattutto nelle fotografie (non si crea l'effetto occhi rossi e soprattutto l'occhio colpito appare "spento" rispetto all'altro)
  • Strabismo più o meno accentuato

Una delle conseguenze della cataratta congenita è poi l'insorgenza, in età precoce, dell'ambliopia, anche detta sindrome dell'occhio pigro, che si verifica perché l'occhio "sano" del bimbo cerca di compensare quello deficitario lavorando per due.

Prima genitori e pediatri si accorgono del problema alla vista del neonato e si rivolgano ad un oculista pediatrico, meglio è, perché in questi casi la correzione ha tempi precisi entro i quali si possa agire. Una volta che l'occhio sia formato del tutto e che il cervello abbia appreso a vedere solo utilizzando l'impulso proveniente da un occhio trascurando del tutto l'altro, cosa che avviene dopo gli 8 anni di età, allora intervenire diventa più complesso i risultati - in termini di recupero completa della visione binoculare - che si possono ottenere sono inferiori.

Quali sono le cure per la cataratta neonatale? Una volta che ci sia accorti del disturbo, si dovrà cercare di "stimolare" in ogni modo l'occhio pigro, "tappando" l'altro con il cerotto oftalmico, e per migliorarne la visione, si potrà applicare una lente correttiva che faccia le veci del cristallino. La soluzione definitiva alla cataratta, però, è l'intervento chirurgico, la cui tempistica sarà da valutare con il pediatra e l'oculista a seconda dei casi.

In genere è sempre meglio aspettare che il bambino sia un po' cresciuto prima di procedere. Nell'operazione, che attualmente si effettua con metodologia laser, meno invasiva e praticamente priva di rischi, si rimuove il cristallino opaco e si inserisce nell'occhio una lente artificiale che lo sostituisca, permettendo in tal modo all'occhio di assorbire la luce.

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Foto| via Pinterest

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