Lotta all'onicofagia: come smettere di mangiarsi le unghie

L'abitudine a mangiarsi le unghie, il cui termine medico è onicofagia, si può superare con alcune strategie, vediamo le più efficaci

Si comincia a mangiarsi le unghie in genere nell'infanzia o nell'adolescenza, perché l'atto di rosicchiarsi l'estremità ungulata delle dita delle mani (e persino dei piedi) rappresenta un efficace sistema per calmare ansie e stress.

Ma l'onicofagia, questo il termine medico del comune "vizio", non è solo un'abitudine come tante, in realtà, sebbene non rappresenti un a patologia vera e propria, può diventare nociva. Le unghie rosicchiate fino alla carne viva diventano facile veicolo di infezioni e micosi ricorrenti, un problema che sarebbe meglio evitare.

Onicofagia

Inoltre le unghie sono fatte di materiale duro che alla lunga può usurare i denti e persino provocare infiammazioni alle gengive. Esiste, poi, il fattore estetico da non sottovalutare.

Non c'è nulla di più sgradevole del vedere mani rovinate dall'onicomicosi, che può diventare, per chi ne soffra specialmente se adulto, una fonte di imbarazzo e disagio. Pertanto, la cosa migliore è quella di cercare di risolvere il problema una volta per tutte, ma come fare, soprattutto quanto ormai l'onicofagia è diventata la nostra ossessione?

Ecco, di seguito, alcuni semplici rimedi, naturali e non, per smettere di mangiarsi le unghie e premettere a questa appendice del nostro corpo di crescere e formarsi in modo corretto.


  • Smalto amaro. In farmacia esistono prodotti cosmetici da applicare sulle unghie (in genere a base didenatonio benzoato) dal gusto sgradevole, che dovrebbero farci desistere dalla tentazione di mangiucchiare le unghie
  • Deviare lo stimolo. Dovremmo acquisire abbastanza consapevolezza da riuscire a fermarci un attimo prima di avventarci sulle unghie e spostare lo stimolo verso qualcos'altro (possibilmente di non nocivo) impegnandoci subito in un'attività che ci distragga. Un esempio? Farci un bagno, stirare, cucinare, rispondere ad una e-mail, uscire a far la spesa eccetera. In questo modo, pian piano possiamo annullare la compulsione
  • Cercare di sondare l'origine del "vizio". Cosa scatta in noi quando ci mangiamo le unghie? Che tipo di sensazione ne ricaviamo? Se riusciamo a risalire alla causa primigenia che ci spinge all'onicofagia (sentimenti di solitudine, frustrazione, ansia, rabbia eccetera), siamo già a metà dell'opera
  • Olio d'oliva. Molto utile come cura per rigenerare la pelle ferita e rinforzare le unghie. Dovremo immergervi le dita per 20 minuti almeno due volte al giorno. Magari proprio quando ci sta assalendo la voglia di rosicchiarci le unghie
  • Gel all'aloe vera. Cicatrizzante e dal gusto amaro contro ogni tentazione
  • Ricostruzione delle unghie. Naturalmente questo rimedio è valido per le donne. Con le unghie ricostruite, non nostre, per un bel po' di tempo eviteremo la pratica quotidiana dell'onicofagia. Inoltre vederci con le unghie finalmente perfette e curate potrebbe costituire un buon incentivo a smettere del tutto
  • Bendaggio occlusivo. Si tratta di un rimedio estremo che consiste nel bendare le punte delle dita o nell'indossare dei guanti (nelle fasi acute anche permettere alle unghie ferite di cicatrizzarsi)

Foto| via Pinterest

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