Quanto dura la labirintite? Le cause e la terapia migliore

La labirintite è una malattia che colpisce l'orecchio interno e che provoca forti vertigini e perdita dell'equilibrio. Vediamo come affrontarla

La labirintite è una malattia infiammatoria dell‘orecchio interno, i cui sintomi principali sono vertigini, nausea e perdita dell’equilibrio. L’infiammazione del labirinto, che è quella parte dell’orecchio interno che regola il nostro senso dell’equilibrio, è in genere provocata da un’infezione di origine virale o batterica.

Ciò che accade, allora, è che i segnali relativi alla nostra posizione nello spazio e al movimento, che nella normalità vengono inviati sotto forma di impulsi a occhi e cervello, vengono interrotti o arrivano distorti, provocando come conseguenza l’insorgenza di stati di ansia e le vertigini.

Labirintite

Siffatta sintomatologia provoca un malessere intenso e generalizzato difficile da sostenere per chi ne soffra, soprattutto perché la malattia, se non curata a dovere, si può protrarre per settimane.

Come anticipato, all’origine della labirintite c’è l’azione infettiva di germi come batteri e virus, ad esempio gli stessi che provocano le comuni otiti, ma anche l’Herpes virus simplex, e in questo caso, la malattia potrebbe essere stata trasmessa tramite contagio.

Altre possibili cause sono: traumi alla testa, allergie, forte stress e reazione a qualche farmaco. Inoltre, vi sono dei fattori predisponenti, tra i quali: diabete, frequenti infezioni all’orecchio (otiti ripetute), pressione arteriosa troppo alta o troppo bassa, emicrania, interventi chirurgici all’orecchio. Ecco i principali sintomi della labirintite da riconoscere:


  • Vertigini
  • Senso di stordimento
  • Perdita o riduzione dell’udito
  • Nausea e vomito
  • Acufene (ronzio all’orecchio)
  • Sudorazione aumentata
  • Scialorrea (saliva che cola)
  • Ipercapnia (aumento di anidride carbonica nel sangue)
  • Nistagmo (movimento involontario dell’occhio)
  • Ansia e attacchi di panico associati alla perdita dell’equilibrio

Le cure tradizionali per la labirintite sono di tipo quasi esclusivamente farmacologico e sintomatico, ovvero sono volte a spegnere i diversi sintomi. Tra i medicinali prescritti ci sono, in primis antibiotici, cortisonici e antivirali per combattere l’infezione se la labirintite è causata da agenti patogeni.

Si prescrivono poi le benzodiazepine per l’ansia e la depressione, e gli anticolinergici e antiemetici per alleviare la nausea e il vomito. In alcuni casi in cui si siano verificati danni all’orecchio interno, è necessario intervenire chirurgicamente.

Quando la malattia è determinata da stress e abbassamento delle difese immunitarie, vi sono anche alcune terapie alternative prive di effetti collaterali come la riflessologia plantare, l’agopuntura o l’agopressione, la kinesiologia e persino la cromoterapia.

Per quanto riguarda la fitoterapia, gli integratori a base di ginko biloba possono essere utili così come un’alimentazione alcalinizzante e lo stop ad alcool e sigarette, perché sembra che una eccesiva acidità gastrica possa fungere da fattore di rischio per la labirintite.

Se la malattia ha un’origine virale o batterica (quest’ultimo caso più frequente nei soggetti giovani), con le terapie farmacologiche adeguate guarisce nel giro di una settimana (al massimo due in caso di labirintite batterica) senza strascichi e con totale regressione dei sintomi.

Negli altri casi la labirintite potrebbe trascinarsi più a lungo, e persino cronicizzarsi (condizione che colpisce particolarmente gli anziani). Pertanto la durata dell’infiammazione e la prognosi della malattia dipendono dalla sua origine e gravità, ed è importante trattarla fin dai primi sintomi proprio per evitare conseguenze irreversibili sulla funzionalità auditiva e la compromissione della qualità della vita

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Foto| via Pinterest

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