Vaccini, parlano i pediatri: contro l'Ebola si vaccinerebbe anche chi è contrario

Secondo gli esperti ci sono pochi dubbi: nemmeno i detrattori delle vaccinazioni esiterebbero a proteggersi con un siero anti-Ebola mentre fanno leva sulle emozioni per contrastare malattie che uccidono ancora molte persone

Il vaccino contro l'Ebola non esiste ancora, ma se fosse disponibile non sorprenderebbe se in molti decidessero di vaccinarsi. Ad essere pronto a scommettere su questa eventualità è Piercarlo Salari, pediatra membro della Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) e autore insieme a Gianni Bona, esperto dell'Università del Piemonte Orientale, e Luciana Nicolosi, responsabile del Gruppo di lavoro Vaccini e Vaccinazioni della Sipps, della “Guida pratica alle vaccinazioni” che sarà presentata in occasione del XXVI Congresso Nazionale della Società.

Salari ha utilizzato l'esempio del virus Ebola per sottolineare il paradosso che le società occidentali stanno vivendo nel campo dei vaccini.

Lo scenario attuale

ha spiegato il pediatra

vede in campo alcuni movimenti politici e di opinione che, facendo leva sull'aspetto emotivo ma senza alcun fondamento scientifico, cercano di contrastare le vaccinazioni senza guardare ai Paesi dove alcune malattie mietono ancora parecchie vittime che invece potrebbero essere salvate. Eppure

ha aggiunto l'esperto

se fosse disponibile un vaccino contro il virus Ebola, considerata la psicosi in atto, molto probabilmente gli stessi detrattori delle vaccinazioni non esiterebbero a farvi ricorso.

La paura dell'autismo

vaccini vaccinazioni

A sollevare parte dell'opinione pubblica contro i vaccini è soprattutto il timore che le vaccinazioni siano in qualche modo associate alla comparsa dell'autismo. Non mancano, infatti, i casi dei genitori di bambini e ragazzi autistici che fanno risalire la comparsa dei sintomi di questa condizione al momento in cui hanno fatto vaccinare i loro figli. D'altra parte, la comunità scientifica sostiene che non ci sia nessun nesso casuale tra vaccini e autismo, supportata nelle sue affermazioni da studi scientifici che spingono a cercare la causa dell'autismo in momenti ben più precoci, addirittura durante la gravidanza.

Spesso, però, la paura dei genitori sembra avere la meglio su ogni rassicurazione medica, rischiando di creare una situazione pericolosa per l'intera comunità.

Infatti come spiegano Bona e Nicolosi

la vaccinazione è un atto di responsabilità sociale: se la copertura della popolazione arriva a superare il 95%, anche i non vaccinati possono essere considerati protetti.

Per chi fosse ancora in dubbio arriva anche la rassicurazione di Caterina Rizzo, esperta del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell'Istituto superiore di sanità:

I vaccini si sono evoluti nel tempo, parallelamente al progresso tecnico-scientifico, e i preparati di oggi sono altamente sicuri: gli eventuali effetti indesiderati, messi sul piatto della bilancia, sono nettamente inferiori ai possibili rischi e alle conseguenze della malattia che si cerca di prevenire.

Nel caso di malattie come l'Ebola in pochi fanno pendere l'ago della bilancia dalla parte dei rischi. Eppure questo virus è nettamente meno contagioso rispetto al morbillo e decisamente meno facile da incontrare nel nostro Paese. Sembra proprio, insomma, che la paura di ciò che non si conosce, che sia l'Ebola o l'autismo, sia l'elemento più pesante fra quelli che si possano mettere sul piatto della bilancia.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

Via | Adnkronos

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail