Le macchie mongoliche nei bambini: cosa sono e quando spariscono

Le macchie mongoliche sono piccole "voglie" di colore scuro che compaiono sulla pelle dei neonati ma che in genere scompaiono senza lasciare traccia. Vediamo perché si formano e come trattarle

Le macchie mongoliche dei bambini – che nulla hanno a che vedere con il “mongolismo”, ovvero la sindrome di Down – sono delle macchie scure, in genere bluastre e simili a lividi ed ematomi, che compaiono sulla cute dei neonati soprattutto sugli arti, sulle natiche e nella parte bassa della schiena.

Tali macchie, che possono essere di piccole dimensioni oppure molto estese, più facilmente compaiono sull’epidermide di bebè di carnagione scura, perché sono provocate da un accumulo di pigmento (melanina) sottocutaneo, che non solo non deve suscitare preoccupazione nei genitori, ma che nella stragrande maggioranze dei casi scompaiono da sole senza alcun bisogno di intervento medico.
Macchie-mongoliche-bambini

Solo in bassa percentuale le macchie mongoliche permangono sulla pelle diventando quelle che comunemente vengono definite “voglie” (emangiomi), anch’esse del tutto innocue.

Dal punto di vista scientifico la corretta definizione di macchia mongolica è “melanocitosi dermica congenita", che indica appunto una discromia del tutto benigna che compare sulla pelle del neonato nelle prime settimane e mesi di vita soprattutto nella regione sacrale (ma, come abbiamo visto, anche su arti e schiena), e che appare come una macchia bluastra o grigiastra dai bordi irregolari e dalle dimensioni anche superiori ai 10 cm.

Come anticipato, questa macchia, che viene definita mongolica proprio perché il 99% della popolazione mongola presenta questo inestetismo passeggero, è in genere transeunte (scompare entro il primo anno di vita del bambino), ma se è destinata a diventare permanente, ha delle caratteristiche che il pediatra è in grado di valutare.

Talvolta la macchia mongolica si riassorbe in un tempo prolungato, ovvero entro i primi 3-4 anni di vita del bambino l’accumulo di pigmento si amalgama con il resto della pelle che assume una colorazione omogenea.

Se, però, la melanocitosi non dovesse accennare a sbiadirsi, o dovesse accentuarsi, si può richiedere il consulto di un dermatologo infantile, tenendo conto, però, che anche le cosiddette “voglie”, ovvero gli emangiomi, si possono eliminare con farmaci cortisonici o il laser.

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Foto| via Pinterest

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