Le ragadi al seno: cause, sintomi e cure

Le ragadi al seno sono piccole ferite che si aprono nell'area del capezzolo, in genere durante l'allattamento. Vediamo quali sono le cause e come si possono curare

Le ragadi sono delle ferite simili ad abrasioni che possono formarsi a raggiera sul capezzolo delle neomamme durante i primi tempi dell’allattamento al seno.

La loro gravità varia a seconda dei casi, in alcune donne sono superficiali, pertanto generano solo un po’ di fastidio ma non tanto da giustificare l’interruzione dell’allattamento. In altri casi, però, le ragadi sono talmente profonde da provocare forte dolore e sanguinamento e rendere le poppate un vero tormento.

Ragadi-seno

Tra le cause delle ragadi spesso c’è una componente genetica, ovvero una predisposizione familiare. Anche avere un capezzolo retratto può facilitare l’insorgenza di queste fessurazioni dolorose, perché allattare è più complicato.

Ci sono, poi, una serie di possibili cause non organiche che favoriscono la formazione delle ragadi al seno, tra queste le più frequenti sono da riscontrarsi in errori nella posizione dell’allattamento, così come l’abitudine di dare il seno sempre dalla stessa parte troppo a lungo.

Le ragadi profonde si possono comunque curare applicando sulle lesioni della pomata all’ossido di zinco (la stessa usata per proteggere il culetto del bambino dagli arrossamenti e dalle dermatiti da pannolino) o della lanolina, e disinfettando alla perfezione il capezzolo prima e dopo ogni poppata.

E’ importante, infatti, evitare che le ragadi si infettino anche perché questo potrebbe provocare disturbi nel neonato, come ad esempio il mughetto da Candida, ma soprattutto aggravarsi fino a sfociare in una mastite, ovvero un’infiammazione dolorosa delle mammelle. Da evitare, invece, l’uso del paracapezzolo, che potrebbe addirittura aggravare il problema.

La soluzione ideale, però, è quella di prevenire questo tipico disturbo del seno, ad esempio imparando fin da subito la tecnica giusta per allattare il bambino. Durante le poppate, la madre dovrà sistemare il neonato in modo che con la boccuccia possa afferrare tutta l’aerola e non solo la punta del capezzolo, perché altrimenti, tirando, potrebbe provocare le abrasioni.

Inoltre, è molto importante modulare anche la durata di ogni poppata. Le ostetriche consigliano di non andare oltre i 15 minuti per seno, in modo che il capezzolo non si infiammi. Infine, prima di dare il seno al bambino, si dovrebbe nutrire la pelle dell’areola e del capezzolo con degli oli naturali, come quello alle mandorle dolci, che renderanno la cute molto più protetta ed elastica.

Anche l’igiene in questo periodo dovrà essere particolarmente delicata. Mai usare detergenti e saponi aggressivi, meglio far asciugare il seno all’aria o detergerlo con salviette apposite, anche prima della poppata.

    Non dimenticate di scaricare la Blogo App, per essere sempre aggiornati sui nostri contenuti. E’ disponibile su App Store e su Google Play ed è gratuita.

Foto| via Pinterest

  • shares
  • Mail