L'osteosarcoma: sintomi, terapie e sopravvivenza

L'osteosacroma è un tumore osseo maligno che colpisce prevalentemente in età pediatrica e giovanile. Vediamo come i manifesta e le terapie possibili

L’osteosarcoma è un tumore maligno che colpisce lo scheletro, in genere primitivo (ovvero non di tipo metastatico), provocato dalla proliferazione di cellule mesenchimali (staminali adulte indifferenziate), che producono in modo incontrollato materiale osteoide.

L’osso colpito dal tumore dà luogo a tumefazioni che con il tempo aumentano di dimensioni e si estendono, oltre a generare secondarismi (metastasi), in organi distanti.

Osteosarcoma

Questo specifico tumore dello scheletro è abbastanza raro (1 caso ogni 100mila), ma è sicuramente il più comune in età infantile e adolescenziale. Tra i sintomi principali dell’osteosarcoma troviamo il dolore, che come tutti i dolori oncologici non si attenua assumendo i comuni antinfiammatori da banco, e non ha cause traumatiche evidenti ma tende ad accentuarsi progressivamente.

Oltre al dolore, altro tipico sintomo è, come anticipato, la tumefazione della parte colpita, e in fase avanzata anche fratture spontanee che non sono associate ed eventi traumatici (come cadute o incidenti). L’osteosarcoma ha diverse varianti, più o meno aggressive, tuttavia la forma più frequente è purtroppo, ad alta malignità, che progredisce rapidamente anche per la giovane età di chi ne viene colpito.

Le ossa lunghe – soprattutto nelle porzioni iniziali – di braccia e gambe sono le regioni dello scheletro più colpite dall’osteosarcoma, e la prognosi della malattia dipende moltissimo dalla tempestività della diagnosi. E’ cruciale, infatti, scoprire il cancro prima che degeneri in metastasi, le quali di solito insorgono a livello polmonare.

Gli esami necessari sono la scintigrafia ossea, la Tac con mezzo di contrasto, la PET, ma spesso anche la radiografia fornisce già una chiara localizzazione del tumore. A differenza di altre forme tumorali, l’osteosarcoma non sembra aver particolari fattori di rischio se non una debolezza genetica di origine, e non è pertanto neppure possibile prevenirlo con stili di vita particolari.

Eventuali massicce esposizioni a radiazioni possono favorirne la comparsa, ma si tratta, naturalmente, di casi limite. Un osteosarcoma localizzato nelle estremità di ossa lunghe, che non abbia dato luogo a secondarismi polmonari, trattato con terapia farmacologica (chemio) e chirurgica (rimozione della porzione di osso sede della neoplasia), ha una probabilità di guarigione completa del 70%.

Le percentuali scendono in caso di osteosarcoma vertebrale o del bacino, ancor di più se c’è già un principio di metastasi. La porzione di osso rimossa viene sostituita da piccole protesi, ma se il cancro è molto esteso può essere necessario amputare l'arto corrispondente.

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Foto| via Pinterest

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