Tubercolosi: sintomi, diagnosi e cura

I continui sbarchi di clandestini sulle coste italiane ha riacceso il dibattito sul rischio di tubercolosi. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?

A sentirne parlare sembra di discutere di malattie d'altri tempi e d'altri luoghi, ma in realtà la tubercolosi rappresenta ancora oggi una delle principali emergenze sanitarie in tutto il mondo. A ricordarlo è anche l'Istituto Superiore di Sanità, sottolineando che se la dichiarazione di “emergenza globale” da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità risale all'ormai lontano 1993, la lotta a questa malattia continua ancora oggi e il secondo piano globale per fermarla avrà termine solo nel 2015. Ma di cosa si tratta esattamente?

Il pericolo nell'aria

tubercolosi

La tubercolosi è causata da un batterio, il Mycobacterium tuberculosis, che viene trasmesso per via aerea dagli individui malati attraverso la loro saliva, i loro starnuti o i loro colpi di tosse. La malattia è estremamente contagiosa: bastano pochi batteri perché venga trasmessa da un individuo a un altro. Il sistema immunitario può però combattere i battere i batteri e solo il 10-15% di chi ne viene infettate finisce per sviluppare la malattia.

Nel frattempo il microbo rimane quiescente. In genere l'evento che porta alla comparsa della patologia è associato a un abbassamento delle difese immunitarie. Proprio per questo la tubercolosi è strettamente associata alle condizioni di vita e scarsa igiene, malnutrizione o cattive condizioni di salute possono scatenare i sintomi della malattia.

I sintomi della malattia e la diagnosi

tubercolosi polmoni

La tubercolosi si manifesta tipicamente con tosse, perdita di peso, dolore al torace, febbre e sudorazioni. Con il passare del tempo può comparire anche del sangue nell'espettorato. Per verificare che questi sintomi siano realmente causato è possibile affidarsi al test di Mantoux (o TST, Tubercolin skin test), che prevedere di inoculare nel braccio derivati della tubercolina (un estratto dei batteri della tubercolosi) e di osservare la reazione locale dell'organismo. In caso di risposta positiva è necessario verificare la presenza della malattia a livello dei polmoni con una radiografia.

Purtroppo la diagnosi non è sempre precoce. E' proprio questo uno degli aspetti che fa sì che la tubercolosi sia ancora da considerare un'emergenza. In realtà la diagnosi precoce di infezione da Mycobacterium è possibile. La strategia da utilizzare è la cosiddetta Directly observed therapy (Dots) inclusa nelle linee guida internazionali del 1995.

La strategia Dots prevede l'analisi al microscopio dell'espettorato del paziente e che un operatore segua il paziente nei 6-8 mesi di terapia monitorando l'assunzione dei farmaci e l'andamento della malattia.

La terapia della tubercolosi

cura tubercolosi

Per sconfiggere il Mycobacterium tubercolosys è necessario assumere dei farmaci, in particolare antibiotici. Una prima fase di trattamento prevede l'assunzione dei cosiddetti “farmaci di prima linea” – isoniazide, rifampicina, etambutolo (o streptomicina) e pirazinamide – per 2 mesi. La terapia prosegue poi con l'assunzione di 2 soli farmaci per altri 4-6 mesi.

Purtroppo non mancano i casi in cui il batterio risulti resistente agli antibiotici. In tali circostanze può essere necessario passare ai cosiddetti “farmaci di seconda linea”, caratterizzati da più effetti collaterali. Particolarmente pericolosa è la forma multidrug resistant (Mdr-Tb), in cui il batterio è resistente almeno a isoniazide e rifampicina, presente praticamente in tutto il mondo. La Mdr-Tb, che rappresenta uno dei principali ostacoli al controllo e alla cura della tubercolosi, può inoltre trasformarsi in una variante resistente anche ai farmaci di seconda linea, detta extensively drug-resistant (Xdr-Tb), che non risponde nemmeno all'uso dei fluorochinoloni e di capreomicina, kanamicina e amikacina, tre farmaci di seconda linea iniettabili.

Trattare la malattia in modo adeguato e con approcci innovativi è fondamentale nel raggiungimento dell'obiettivo di ridurne l'incidenza. Per questo è importante che chi ne è affetto assuma in modo corretto i farmaci prescritti e tenere il più possibile sotto controllo le forme della malattia resistenti ai trattamenti.

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Via | ISS

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